Vittoria ha 40 anni e fa la parrucchiera. Anastasia, Lev e Lisa di anni ne hanno solo 16, 12 e 3. Negli occhi le immagini della guerra che si sono lasciati alle spalle nel lungo viaggio in autobus che dall’Ucraina, passando per l’Ungheria, li ha portati pochi giorni fa in Italia.

Sono partiti con una valigia piena di paure e pochi vestiti, lungo un cammino che vuol dire salvezza ma anche speranza. A casa hanno lasciato tutto e tutti: un pezzo di cuore è rimasto ai nonni. L’altro è tutto per il papà, chiamato a difendere la Patria, la casa e la famiglia. Vittoria e i suoi figli sono arrivati in Italia la scorsa settimana, accolti prima dalla Caritas diocesana di Frosinone e poi dalla comunità delle suore Salvatoriane di Porrino. Ad aspettarci troviamo suor Silva che ci racconta l’incontro con questa famiglia umile e assai dignitosa.
‘Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno dei miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me’. ‘Ispirate dai versi di San Matteo 25,45 -ci dice- noi suore abbiamo aperto il nostro cuore e la nostra casa per accogliere donne e bambini’. Una convivenza che sa di famiglia e di normalità, tra le mura di una comunità aperta al mondo esterno. In giardino troviamo Anastasia, Lev e la piccola Lisa che giocano con Francesco, un bimbo del posto. E dove non arriva Google traduttore, basta un sorriso: qualche violetta raccolta nel prato che Lisa dolcemente dona al suo nuovo amichetto italiano, le corse in libertà e la spensieratezza di chi ancora si fida del domani.
‘Le ore in casa trascorrono

serenamente -ci spiegano le suore – la mattina Vittoria che è cristiana ortodossa spesso viene in chiesa con noi per pregare. Non chiede niente. Anche i bambini si accontentano di poco. Noi cerchiamo di dare tutto il necessario e tanto ci sta aiutando la comunità locale’. La preghiera come il gioco diventano occasioni di svago, perché pensare fa male. Vittoria appare felice. ‘Mi ci vorrebbe una settimana per esprimere la gratitudine e l’ospitalità’ ci dice nella sua lingua. E intanto nasconde nel cuore la preoccupazione per il marito rimasto a combattere. La solidarietà delle suore salvatoriane è grande. Proprio questa sera partiranno due consorelle con un pulmino e un camion carico di beni di prima necessità. A fine settimana, il pulmino tornerà indietro con oltre dieci famiglie prelevate dal confine polacco. ‘Chiediamo a chi ne ha la possibilità di accoglierle -l’appello delle suore – aprite il cuore e la porta di casa alla gioia che solo chi si dona al prossimo può provare’.
Si tratta di donne e bambini che hanno perso tutto e che hanno solo bisogno di affetto e di quella serenità persa a causa della guerra.
AC