La guerra scoppiata in Ucraina lo scorso 24 febbraio riporta tristemente ai ricordi dei nostri nonni. Siamo cresciuti ascoltando i racconti della Seconda Guerra Mondiale quando l’Italia fu “protagonista” di devastazione, bombardamenti, soprusi, violenze.

Le forze armate russe agli ordini del presidente Vladimir Putin hanno bombardato città intere in Ucraina, uccidendo già troppi civili. In questi giorni tornano alla mente i racconti dell’orrore vissuto dai nostri nonni neanche 80 anni fa. All’orizzonte c’è il rischio di una Terza Guerra Mondiale, quei popoli che hanno già visto seminare morte e distruzione, ricordata attraverso i ricordi di chi sulla pelle ha subito il conflitto, si augurano la pace. La guerra non risolve nulla, già una sola vita spezzata da una bomba o da un’arma da fuoco è una perdita.
Erano le ore 10 del 19 marzo 1944, una domenica qualsiasi dal sapore quasi primaverile. L’Italia era in guerra già da quattro anni, le città, le vie, le vite erano in mano ai tedeschi, l’amico che si era ben presto trasformato in nemico. “Peggio si dice non muore mai”, era una mattina carica di luce e sole, all’improvviso il cielo si fece scuro, grappoli di bombe si abbatterono sul paese. Il 19 marzo 1944 è stata scritta una pagina di storia molto triste per la città dei papi, bellissimo borgo medievale menzionato nei libri per altri motivi più “felici”. Anagni ha pagato un prezzo troppo alto nella Seconda Guerra Mondiale. Le Fortezze Volanti Statunitensi bombardarono la città, fu un atroce bombardamento aereo, nonostante Anagni fosse città ospedale. La città era stata scelta dai tedeschi come sede del complesso ospedaliero militare, ospitava i feriti proveniente dal fronte di Cassino.

Durante tutta la Seconda Guerra Mondiale, Anagni fu colpita nel suo immenso patrimonio artistico, oltre la morte ci fu anche indimenticabile distruzione. Quel giorno fu danneggiata la Cattedrale, le porte di San Francesco e Santa Maria, le chiese di San Giovanni, dei Santi Cosma e Damiano e di Sant’Andrea, il convento dei Padri Caracciolini, la Curia Vescovile. Tanti palazzi furono danneggiati altri distrutti, 130 persone rimasero sotto le macerie.
Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di oltre 14.200 uomini, 450 carri armati, 1448 mezzi corazzati, 205 sistemi d’artiglieria, 72 lanciarazzi multipli, 43 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 93 aerei, 112 elicotteri, 879 autoveicoli corazzati, 3 unità navali, 60 cisterne di carburante e 12 droni. Sono 6.5 milioni gli sfollati all’interno dell’Ucraina, sono 118 i bambini morti finora, quasi mille i civili deceduti. Sono più di 55 mila i profughi finora accolti in Italia. La storia cosa ha insegnato, se non abbiamo imparato dagli errori?
Anna Ammanniti