Roma – Adescamento di minore via chat, condannato giudice del Tribunale dei Minori

Anna Ammanniti
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Dieci mesi di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici legati a minori, questa la condanna inflitta dal Tribunale di Roma all’uomo, un giudice onorario del Tribunale dei Minori di Napoli accusato di aver adescato alcune bambine tramite le chat di un noto social network.

L’adescamento online di minore consiste in una manipolazione psicologica che alcuni adulti possono effettuare per indurre bambini e adolescenti a superare la proprie resistenze emotive e instaurare con loro una relazione intima, anche sessualizzata, attraverso l’uso di chat della rete o social network. I fatti risalgono agli anni 2016 -2017 e, da quanto emerso dalle indagini, i dialoghi avvenivano anche con altre utenze (di cui non è stato possibile risalire all’identificazione e non compaiono nel capo d’imputazione), con una media di 9 contatti al giorno per un totale di 19170 messaggi, attraverso un account fittizio, con cui l’uomo avviava conversazioni con bambine utilizzando espressioni sessualmente esplicite. Avere un profilo sui social network significa accedere ad un bacino molto ampio di conoscenze virtuali che non si conoscono direttamente nella vita reale. Contare tanti amici online o molti follower è sinonimo di popolarità e per questo gli adolescenti aggiungono spesso alla propria cerchia in Rete numerosi “amici di amici”, senza essere pienamente consapevoli del fatto che in questo modo stanno dando accesso a una grande quantità di informazioni private. Questo li espone potenzialmente a rischi importanti, perché queste informazioni possono essere utilizzate dagli sconosciuti in modo inaspettato e con ripercussioni negative nella vita reale. ” Quando siamo venuti a conoscenza di tale condotta – dichiara Roberto Mirabile presidente de La Caramella Buona – abbiamo valutato approfonditamente quanto in nostro possesso e abbiamo deciso di costituirci parte civile al processo perché combattiamo la pedofilia da 25 anni e lo facciamo con ancora più forza quando a macchiarsi di questo reato sia un soggetto che dovrebbe proteggere i bambini e non importunarli! Grazie al lavoro del nostro Avvocato Monica Nassisi siamo riusciti a confermare con forza il quadro accusatorio e il Giudice ha condannato l’imputato nonostante il Pubblico Ministero ne avesse richiesto l’assoluzione. In sintesi? Siamo imparziali e utili, quindi, diamo fastidio a criminali ed ipocriti.” ” E’ una soddisfazione in quanto questo procedimento, inizialmente, era diretto verso l’archiviazione, – dichiara l’Avvocato Monica Nassisi – pertanto la condanna segna un grande risultato; non parliamo di successo poiché sappiamo bene che quando le vittime sono bambini, è la società tutta a perdere ma noi restiamo in prima linea per garantire loro tutela e restituire giustizia.” Aiutare ragazzi e adolescenti a proteggersi sul web scegliendo con cura chi frequentare online è un compito importante degli adulti che li circondano, a partire da genitori e insegnanti, per tutelarli nella vita reale. Anna Ammanniti
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