(di Angela Nicoletti) Il 15 marzo del 1944 la città di Cassino in provincia di Frosinone venne polverizzata dai bombardamenti. Era iniziata la II° Guerra Mondiale e in pochi mesi della città e dell’antichissima abbazia di Montecassino non rimase che un cumulo di macerie. Per questo motivo venne nominata ‘città martire’.

Oggi, a distanza di 78 anni da quella immane tragedia, il sindaco di Cassino, Enzo Salera unitamente all’abate di Montecassino, dom Donato Ogliari, nel corso della cerimonia di commemorazione, hanno ripercorso gli eventi che hanno portato alla cancellazione della

storia, dei monumenti, della vita degli abitanti di Cassino. Un ricordo che è stato volto al presente, a quello che sta accadendo in Ucraina e quello che stanno patendo gli abitanti di Mariupol, città martire ucraina.
“Il 15 marzo 2022 deve essere il giorno del nuovo inizio per i tanti profughi che stiamo accogliendo a Cassino – ha detto Salera -. Perchè questa città ha vissuto sulla propria pelle il dramma degli sfollati”.
Nei giorni

scorsi a Cassino sono arrivati a bordo di due pullman ed un pulmino, quasi cento persone tra donne, bambini ed anziani, provenienti dai dintorni di Kiev. Come i nostri nonni, i nostri genitori sono stati accolti da popolazioni amiche anni fa, anche gli abitanti di Cassino stanno avendo la stessa accortezza. La cerimonia ha visto la partecipazione del prefetto di Frosinone, Ernesto Liguori e delle massime autorità civili e militari.
Angela Nicoletti