FOCUS – Cina, il Covid torna a preoccupare pesantemente, lockdown e misure restrittive. Peggio del 2020

Sara Pacitto
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Non si erano mai registrati così tanti contagi dopo Wuhan. Oltre 24 milioni di persone tornano in lockdown, confinata un’intera provincia. È il fallimento della politica “Zero-Covid”?

Mentre in Italia, dopo settimane di discesa, riprendono a salire le positività al Covid-19, in Cina i casi sono raddoppiati su tutto il territorio nazionale, motivo per cui il governo ha deciso un nuovo blocco e la sospensione dei trasporti pubblici, in vigore fino al 20 marzo. In lockdown l’intera provincia di Jilin ed i suoi 24 milioni di abitanti, quasi 900 i contagi riscontrati nella sola giornata di domenica. L’uscita dalla provincia, che confina con la Corea del Nord, è permessa soltanto in circostanze speciali e con una specifica autorizzazione, mentre, in caso di rientro, bisogna rigorosamente rispettare il previsto periodo di quarantena. Le violazioni saranno punite severamente “in conformità con la legge della Repubblica Popolare Cinese sulla prevenzione ed il controllo delle malattie infettive e con le altre normative ed i vari regolamenti” in materia. Chiuse le scuole di Shanghai, la metropoli più grande, così come le aziende, i ristoranti ed i centri commerciali. Le autorità hanno consigliato ai residenti di non lasciare la città a meno che non sia strettamente necessario. Anche ad Hong Kong il virus ha ricominciato a correre, si registra uno dei tassi di mortalità più alti al mondo, soprattutto per la popolazione anziana. Le misure restrittive mirate al contenimento epidemiologico interessano diversi centri, tutti ai ferri corti, per scongiurare nuovi focolai. È il lockdown peggiore dal 2020″: tra gli esperti cresce la preoccupazione per il fallimento dell’approccio “Zero-Covid”, caratterizzato da rapidi ma duri lockdown, restrizioni ai viaggi e tamponi di massa. Bloccata l’attività di interi distretti hi-tech ed eventi già in corso. La catena della produzione e degli approvvigionamenti tecnologici rischia un duro colpo. È evidente come l’esperienza di Wuhan non si stia rivelando sufficiente a far fronte ai contagi di massa minimizzando l’impatto sull’economia e sui mezzi di sussistenza della popolazione. A risentirne, ovviamente, la borsa di Hong Kong che, nella giornata di lunedì, ha chiuso pesantemente negativa, a -4,97%. Sara Pacitto
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