Spari contro la vetrina del caffè Minotti, Ernesto Barile che si trova detenuto presso il carcere di Regina Coeli ha respinto qualsiasi suo coinvolgimento per quanto riguarda il deprecabile episodio avvenuto la notte del 10 marzo quando un soggetto ancora non identificato ha fatto fuoco contro le vetrine del locale esplodendo ben 7 colpi.
Barile tramite il suo legare difensore Tony Ceccarelli ha fatto sapere che anche per quanto riguarda il precedente episodio di danneggiamento, non è stato mai contestato negli atti giudiziari che fosse proprio lui l’autore di quel misfatto. Il legale Ceccarelli non esclude invece la responsabilità di qualcun altro e che avrebbe approfittato di questa situazione per far pagare all’imprenditore dei conti che aveva in sospeso Va da sé che in questo modo tutto sarebbe stato addossato ad Ernesto Barile. Secondo le accuse il pregiudicato Frusinate di 40 anni il 24 dicembre si era recato nel locale e aveva chiesto al titolare del bar di poter fare da garante per acquistare una vettura. Ovviamente le rate le avrebbe pagate lui . Ma siccome imprenditore frusinate si era rifiutato, ne era nata una discussione che si è conclusa poi con quel pugno sferrato sul volto a Minotti. A seguito di tale fatto Barile è stato arrestato per lesioni e tentata estorsione . L’uomo però si dice fuori per quanto i due attentati intimidatori , quello del 27 dicembre e del 10 marzo scorso . Su questa incresciosa vicenda é sceso in campo anche l’avvocato Giampiero Vellucci che rappresenta la famiglia Minotti il quale in una nota stampa ha dichiarato che : “non spetta a noi dare un volto ed una identità agli autori di questi due episodi in quanto è compito della Magistratura . Tanto che ci siamo limitati ad esporre i fatti senza fare nomi e cognomi sia nell’episodio del 27 dicembre scorso quando ignoti malviventi hanno preso a bastonate la vetrina Che nell’episodio del 10 marzo chi ha avuto come epilogo l’esplosione di 7 colpi di pistola . Certo è che Vincenzo Minotti non ha avuto altri alterchi se non quello avvenuto il 24 dicembre scorso. A tal proposito il mio assistito ha ricevuto la più ampia solidarietà di clienti conoscenti e commercianti della zona. E’ singolare che Barile si chiami fuori visto che nessuno ha fatto mai il suo nome”. M. M.
