UCRAINA – È lo strazio della guerra, che infierisce solo sul popolo. Una guerra a cui si rischia di rispondere con un’altra guerra

Alessandro Andrelli
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Ogni conflitto bellico è sinonimo di tragicità, morte, sofferenze, patimenti.

Questa foto è una tra le strazianti immagini che ci arrivano dall’Ucraina, uno scatto che immortala ed accosta amore e crudeltà: l’amore di una famiglia che, costretta alla fuga, non intende abbandonare nessuno degli affetti più cari, nemmeno quelli che ormai non potranno più essere vissuti fisicamente; la crudeltà sta in una guerra di interessi e smanie di potere che non ha rispetto per niente e per nessuno. Il feretro viene trasportato su un carrello, è evidente che si tratti di un adulto, è evidente che la bara sia stata riesumata, è evidente l’intenzione di non lasciare un congiunto che è ancora parte integrante di un nucleo familiare, in balia delle bombe, dei missili, della distruzione, correndo il rischio di non trovarne nemmeno più i resti, sotto una terra che non è più lieve ma maledetta da una guerra di interessi e smanie di potere. Putin contro Zielinski, Zielinski contro Putin: il rischio è quello di rispondere ad una guerra con un’altra guerra. Putin, Zielinski, il nucleare, la NATO, la Crimea, le mire europeiste di Kiev, la svolta filorussa di Yanuovich, i trattati di Minsk mai rispettati. Una guerra di interessi e smanie di potere che oggi è arrivata al suo 13esimo giorno, con la popolazione sotto assedio ormai stremata e la speranza che la tregua annunciata per questa mattina non cada nel vuoto come le precedenti. Sono centinaia le vittime tra i civili mentre si contano oltre un milione e mezzo di sfollati. Sara Pacitto
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