Ceprano – Operatrici Ipab a rischio licenziamento, la lettera di protesta dell’avvocato Carla Corsetti

Alessandro Andrelli
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L’Ipab di Ceprano è una casa di riposo storica, istituita con donazione testamentaria della Marchesa Celeste Ferrari alla fine dell’800. Recentemente la gestione è stata assorbita dall’ASP della Regione Lazio. Questa la lettera di protesta dell’avvocato Carla Corsetti, sempre attenta alle vicende dell’ospedale di Ceprano e dell’Ipab, legati dalla stessa destinazione testamentaria.

“Apprendo dalla stampa che le operatrici ex IPAB di Ceprano rischiano il licenziamento. Pur non conoscendo tutte le operatrici personalmente, conosco tuttavia il sorriso degli anziani e la loro sicurezza nel sentirsi assistiti da loro. Gli anziani si fidano delle predette operatrici perché conoscono il valore del loro amorevole accudimento. Non metto in dubbio che chi le sostituirà avrà la stessa capacità e la stessa professionalità, ma non è questo il punto. Non si è tenuto conto che un avvicendamento, per persone in fragilità, richiede che sia garantita, per quanto possibile, la CONTINUITÀ NELL’ACCUDIMENTO e che si evitino situazioni di disagio e di disorientamento. Gli anziani sono stati “avvertiti” del cambiamento e la sensazione ricevuta è di timore, di tristezza, se non di paura. E tutto questo si doveva evitare! La comunità cepranese non è indifferente a quanto sta accadendo. Non si tratta solamente di difendere dei posti di lavoro, anche se questa prospettiva non è marginale, tutt’ altro. Ma avevate il dovere di costruire una soluzione “ponte” tra la situazione attuale ed un’eventuale bando che modificasse la posizione giuridica delle operatrici. E se la preoccupazione era quella di non creare presupposti della continuità lavorativa (e ciò non stupisce sapendo che la componente politica che orienta questo cambiamento è strutturalmente contro le classi lavoratrici), avreste comunque dovuto evitare che le persone anziane venissero poste in uno stato di agitazione. L’IPAB di Ceprano è sempre stato un piccolo angolo di efficienza e di orgoglio. Il passaggio dall’IPAB all’ASP non inizia bene se le persone anziane non si sentiranno tutelate nella loro fragilità e garantite nella continuità assistenziale con le operatrici che conoscono e di cui si fidano. Conosco il sentimento di fiducia degli anziani quando incontrano la gentilezza e la professionalità delle attuali operatrici, e la qualità, in questo caso, ha trovato l’ostacolo della burocrazia che diventa intollerabile se crea anche una minima sofferenza nelle persone che sono arrivate alla fine della loro esistenza. Il servizio di assistenza agli anziani non può scontare la freddezza amministrativa come se si trattasse della manutenzione delle strade o della gestione dei rifiuti. La logica amministrativa in questo caso deve rispondere ad altri criteri. Vi chiedo pubblicamente di trovare una soluzione che garantisca la cifra dell’umanità, per tutte le persone coinvolte, e prime tra esse, le persone anziane”. Avv. Carla Corsetti
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