Sora – Consiglio, il confronto è troppo scomodo: bandite le arringhe politiche

Irene Mizzoni
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Guai a parlare, guai a volere il confronto. Il consiglio comunale di Sora è orfano di democrazia. Il gruppo del giovane sindaco Di Stefano fa di tutto per evitare il faccia a faccia. Si va avanti a colpi di alzata di mano, tacciando di demagogia chi prova ad argomentare, per comprendere e per spiegare alla città che guarda.

Bei tempi quando i consigli duravano ore e ore, quando i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, dibattevano, a volte anche animatamente, ma senza mai far mancare il rispetto. C’era autorevolezza. Questo perchè – lo dice la legge e chi la conosce lo sa benissimo – il Consiglio comunale è il massimo organo rappresentativo della comunità locale e è espressivo della domanda sociale. E’ l’organo di indirizzo di controllo politico-amministrativo dell’ente locale, interprete permanente della volontà popolare. Ed è in consiglio comunale che la dialettica collaborativa si compie. Non con competizione tra i vari organi ma nell’ottica della buona amministrazione e del perseguimento dell’interesse della città. Non a caso lo ha ribadito l’uscente segretario generale del Comune di Sora l’altro ieri in chiusura di seduta, ma chissà se il messaggio è giunto a destinazione. Per quanto visto finora, no.  Perchè l’atteggiamento del gruppo di maggioranza è quello di fare muro,  di rimarcare a piacimento i risultati delle elezioni e di barricarsi dietro un inopportuno silenzio. Non si parla, se non per sentenziare contro chi prova ad argomentare. E così, si perde il senso del consiglio comunale che a Sora è diventato solo forma (più o meno corretta). Evidentemente la nuova “politica” sorana è questa: poca esperienza, scarsa conoscenza delle regole del gioco e noia che impedisce il desiderio di confronto. Un vero peccato perchè il compimento della democrazia in questo modo non c’è, quando invece dovrebbe esserci soprattutto perchè – mai dimenticarlo – si sta gestendo la cosa pubblica e si incide sulla vita dei sorani. IreMiz
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