Focus – Pubertà precoce +122% nel periodo Covid. Aumento anomalo preoccupante

Sara Pacitto
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È quanto emerge da uno studio promosso dall’Ospedale “Bambino Gesù” di Roma, in collaborazione con quattro diversi centri di Endocrinologia Pediatrica presso il Gaslini di Genova, il Policlinico “Federico II” di Napoli, l’Ospedale Pediatrico Microcitemico di Cagliari e la Clinica Pediatrica Ospedale di Perugia.

338 casi di pubertà precoce, o anticipata, rilevati nel semestre marzo/settembre 2020 rispetto ai 152 dell’anno precedente, con un aumento pari al 122%. Quasi tutti i casi sono stati classificati “a rapida evoluzione”, per cui si è resa necessaria una specifica terapia farmacologica. Un fenomeno che interessa in particolar modo le bambine, già in età di 7 anni. Una maturazione sessuale così prematura, prima degli 8 anni nelle bambine e prima dei 9 nei bambini, viene ritenuta ed annoverata come una malattia rara. Il corpo dei bambini inizia un processo di accelerazione dello sviluppo generando, in tempi brevi, la crescita straordinaria in altezza, che poi si esaurisce bloccandosi ad una statura inferiore alla media. Lo studio ha messo in evidenza un cambiamento di abitudini alimentari e stile di vita, sicuramente imposto dalla pandemia da Covid e dalle misure restrittive adottate per contenere la diffusione del virus: è emerso un aumento significativo dell’uso dei dispositivi elettronici ed una notevole diminuzione dell’attività fisica e dello svago nel tempo libero a causa del confinamento domestico. Non corrisponde un incremento significativo del consumo di “cibo spazzatura”. La sedentarietà ha evidentemente favorito la pubertà precoce a rapida evoluzione. Inoltre è stato riferito un cambiamento del comportamento e segnalato un accrescimento rilevante di sintomi correlabili a stress. È ipotizzabile che i lockdown possano aver innescato una precoce attivazione puberale in soggetti già predisposti. Cosi la dr.ssa Carla Bizzarri, pediatra endocrinologa del Bambino Gesù, che ha coordinato lo studio «Al di là dell’esercizio fisico in sé, diverse ricerche hanno dimostrato un’associazione positiva tra attività fisica e benessere psicologico nei bambini e negli adolescenti. Lo stile di vita sedentario, invece, è stato correlato sia all’aumento della depressione che alla percezione di una qualità di vita meno soddisfacente. Recentemente, inoltre, si è visto come l’ansia e la tendenza all’isolamento sociale nelle ragazze in età prepuberale siano associate a un esordio puberale precoce». La dottoressa continua «Sappiamo oggi che la secrezione dell’ormone ipotalamico che dà inizio allo sviluppo puberale, GnRH, è regolata a livello del cervello, ma i meccanismi responsabili non sono ancora completamente noti. Potremmo presumere che una disregolazione dei neurotrasmettitori cerebrali indotta dallo stress sia alla base dell’aumento di nuovi casi di pubertà precoce osservati durante la pandemia. Lo stress potrebbe agire come un fattore scatenante più potente sui neuroni che secernono GnRH nelle ragazze con ulteriori fattori di rischio, come uno stile di vita sedentario e un eccessivo uso di dispositivi elettronici già evidenti prima della pandemia. La verifica di questa ipotesi apre interessanti prospettive di sviluppo per la ricerca clinica nel campo della pubertà precoce dei prossimi anni». Sara Pacitto
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