L’Istituto Omnicomprensivo di Alvito a confronto diretto con i ricercatori della diciottesima spedizione in Antartide, attraverso un collegamento che nei giorni scorsi ha visto un partecipato gruppo di studenti in collegamento con la Stazione Concordia. Dal Polo Sud ad Alvito è un attimo!

La scorsa mattina infatti, grazie anche alla massima disponibilità dello station leader ed elettronico della scienza Massimiliano Catricalà, è stato possibile dare un’autentica lezione di vita ai giovani studenti della scuola media, della quarta e della quinta primaria. Numerose le curiosità e le domande proposte dai giovanissimi alunni che, guidati dalle insegnanti, hanno ben compreso le finalità della Missione in Antartide che, dopo un approfondito studio sui cambiamenti climatici, la sismologia e ricerche più attuali, intende provare a garantire un futuro alla Terra. In tal senso, nella base Concordia al Polo Sud, operano esperti in ogni settore. Tra i ricercatori conosciuti dai giovani studenti vi sono: Thomas Gasparetto per l’astrofisica, Thomas Pagano ICT e Telecomunicazioni, Angelo Galeandro, fisico dell’atmosfera, la glaciologa Alessia Nicosia, l’immancabile cuoco Marco Smerilli e Julien Witwicki, glaciologo francese. Oltre agli interessanti quesiti posti dagli studenti, abbiamo però cercato di comprendere meglio il lavoro svolto dai ricercatori che rimarranno nella Stazione Concordia fino al prossimo novembre, confrontandoci direttamente con lo Station Leader Massimiliano Catricalà.
1) La pandemia e con essa i vari lockdown hanno contribuito a determinare un calo dell’inquinamento?
“Che la pandemia abbia avuto un leggero effetto benefico sull’inquinamento lo avevamo già notato durante il primo lockdown, quando l’utilizzo dei veicoli era diminuito notevolmente. Il piombo che si trova qui tra i ghiacci, trasportato via etere e dovuto all’utilizzo di benzine e altri prodotti, è diminuito quando abbiamo cominciato ad usare benzine senza piombo, ma i residui sono rimasti nella soglia. Per il resto, la pandemia ha soprattutto rallentato la nostra quotidianità ed ha toccato anche noi, partecipanti alla spedizione, visto che abbiamo dovuto trascorrere 15 giorni di quarantena in Nuova Zelanda, in clausura all’interno di una camera d’albergo”.
2) Cosa rappresenta il progetto EPICA, una sorta di biblioteca che ha ricostruito ben 800 mila anni di atmosfera?

“Il progetto EPICA è stato fondamentale per dare slancio alla nostra base e alla ricerca italiana. Grazie alla sua perforazione di 3200 metri di carotaggio del ghiaccio siamo riusciti a risalire al clima e alla concentrazione di CO2 fino ad 800 mila anni fa. Questo perché le ‘bollicine di aria e residui’ intrappolati proprio nel ghiaccio, contengono informazioni relative a quell’epoca. Quest’anno, oltre ad avere una biblioteca di ghiacci conservata a disposizione, è partito anche un nuovo progetto che si chiama BEYOND EPICA che verrà realizzato a 30 Km dalla base Concordia e ha come obiettivo quello di arrivare fino ad un milione e mezzo di anni fa”.
3) Siete tutti ricercatori con differenti ruoli e provenienze diverse. Come si interviene in casi di incomprensioni e ostilità?
“Durante questo inverno e completamente isolati in 13, di cui 6 italiani, 6 francesi e un medico dell’Agenzia Spaziale Europea che è svedese, Concordia rappresenta l’unica base in tutto l’Antartide ad essere cogestita da due nazioni, l’Italie e la Francia. Questo comporta sicuramente delle difficoltà culturali e di linguaggio. Ma ovviamente la gente che partecipa a queste missioni è stata selezionata e quindi pronta e preparata ad affrontare le convivenze. Qui si parla un mix di italiano, francese, inglese, ma tutto ciò non ci impedisce di trascorrere dei veri e propri momenti di ricreazione tutti insieme. Se non siamo troppo stanchi, si trova spesso il momento ideale per vedere un film o trovare un gioco comune”
4) Da Station Leader nella seconda missione dopo il 2019, come si rapporta con i suoi colleghi?
“Sono lì, presente. E a volte devo assorbire le problematiche del gruppo e mediare se dovessero esserci incomprensioni. Qui non si può portare rancore e non si può evitare una persona. Quindi si parla e si riescono a tirare fuori problemi e incomprensioni. Ma alla fine resta importante condividere l’obiettivo di aiutarsi a vicenda come se questa fosse la tua famiglia per un anno”. Ancora una volta, dopo la sua prima esperienza in Antartide, lo Station Leader Massimiliano Catricalà sta dimostrando le sue capacità in una nuova avventura estrema. Dall’Antartide vi sarà un nuovo collegamento verso il mese di maggio con gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario di Alvito.
Caterina Paglia