Due anni e due mesi di reclusione più una provvisionale di 2000 euro, Questa la condanna inflitta ad un operaio cepranese di 52 anni accusato di maltrattamenti sulla moglie.
La vicenda risale al 2016 quando la coniuge a causa di continui dissapori aveva deciso di separarsi. Ma quella decisione aveva scatenato le ire dell’operaio che aveva iniziato a perseguitarla vessandola e inviandole messaggi minatori giorno e notte. A questo da aggiungere che l’uomo le aveva impedito di rientrare nell’abitazione coniugale che il giudice le aveva assegnato , e l’aveva costretta a chiedere ospitalità ai suoi genitori che risiedono a Castro dei Volsci. L’uomo n per circa un anno aveva continuato ad insultare la moglie etichettandola come una donna di facili costumi, L’operaio era arrivato persino a minacciarla di morte nel caso fosse finito in prigione. Per circa un anno la donna aveva vissuto in un incubo. Ogni volta che incontrava il marito erano botte a non finire. . più volte infatti l’aveva picchiata con pugni e schiaffi cagionandole lesioni personali che avevano richiesto l’intervento dei medici del pronto soccorso. I sanitari che le avevano prestato le prime cure avevano stilato una prognosi di 5 giorni. Da qui la denuncia presentata dalla donna tramite l’avvocato difensore Giulia Giacinti. A conclusione delle indagini l’operaio è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza di condanna. Per la donna che si era costituita parte civile è stata la fine del periodo più buio della sua vita, Mar. Ming.
