Nota giunta in redazione sul Giorno del Ricordo in programma oggi, 10 febbraio, per il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani e per l’assessore Riccardo Mastrangeli. Ecco le loro dichiarazioni.
NICOLA OTTAVIANI
“Anche se lontani nel tempo, le sofferenze e il dolore inflitti nel corso della tragedia immane costituita dalle foibe e dall’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, devono continuare a essere un monito per tutti noi, perché si affermi, sempre, il valore della vita, della pace, della solidarietà – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio – La ricorrenza odierna, al pari della Giornata della Memoria, non può essere considerata un evento di una sola parte politica, perché appartiene al patrimonio culturale e conoscitivo dell’intero Paese. Quello stesso Paese che, dopo decenni di silenzio, ha recentemente squarciato il velo su una vicenda terribile che ha coinvolto uomini e donne – appartenenti a ogni credo politico – cattolici, uomini di chiesa, anziani e bambini, tutte vittime di una vera e propria persecuzione, senza contare il dramma degli esuli. Solo attraverso il riconoscimento e la memoria di quanto accaduto, è possibile ricostruire e consolidare quel necessario senso di humanitas, quale valore costitutivo di una società fondata sulla partecipazione democratica, sulla inclusione e la coesione sociale, nemica di ogni forma di violenza, di pregiudizio e di prevaricazione”.
RICCARDO MASTRANGELI
“Il Giorno del Ricordo deve vedere unito tutto il Paese nella condanna della violenza e di tutte le ideologie portatrici di discriminazione, intolleranza, ingiustizia – ha dichiarato l’assessore Riccardo Mastrangeli, in occasione del Giorno del Ricordo- Al pari della celebrazione del Giorno della Memoria, infatti, questa ricorrenza intende consolidare i valori fondamentali della pace, della civiltà, della democrazia, del dialogo tra culture. Il riconoscimento dei massacri dei Foibe e del drammatico esodo giuliano dalmata ha, purtroppo, tardato a diventare patrimonio comune e condiviso: anche per questo motivo, dobbiamo sempre custodire il dovere morale di tener vivi, nella nostra coscienza, il sacrificio delle vittime delle Foibe e il dolore degli esuli”.
(fonte: Comunicato Stampa)