FOCUS – Covid, cosa spinge le persone a non vaccinarsi?

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) In poco più di un mese sono morti 5 componenti di una famiglia di Pietraperzia (Enna) positivi al Covid. Avevano scelto di non vaccinarsi.

Il primo ad andarsene è stato il padre ottantenne morto a fine dicembre, poi la madre di 78 anni e infine i figli di 50, 55 e 52 anni. Il padre è morto in casa, gli altri quattro sono deceduti in ospedale, dove erano stati ricoverati a fine dicembre in gravi condizioni. Un mesetto fa era morto di Covid un 63enne abruzzese, lui stesso si era dichiarato convinto No Vax, è deceduto in ospedale dover era ricoverato. Era stato tra i primi a combattere la guerra contro il vaccino e contro il Green Pass, era presente a tutte le manifestazioni. Lo scorso 15 gennaio il Covid aveva “spazzato” un’altra famiglia, originaria di un piccolo comune in provincia di Torino. Dai nonni al nipote avevano deciso di non vaccinarsi. Morti i due nonni novantenni, poi il figlio di 69 anni e il nipote di appena 42 anni. Le pagine di cronaca tutti i giorni raccontano di decessi per Covid di non vaccinati. Ma cosa spinge le persone a non vaccinarsi? La pandemia ha generato sicuramente ansia e turbamento in tutta la popolazione italiana, senza distinzione alcuna di età. In una situazione del genere sarebbe stato più ovvio l’aumento della fiducia negli scienziati, nei ricercatori e nei medici, ossia la fiducia nei confronti di chi “ne sa più di noi”. Invece nell’ultimo anno è dilagata la diffidenza. Anziché essere più uniti di fronte alla malattia si è creata una profonda spaccatura: vaccinati vs no vax. Da inizio pandemia c’è stato un vero e proprio bombardamento mediatico della propria “verità” sul virus, propinata da oratori autorevoli che di volta in volta somministravano la loro versione per poi contraddirsi man mano tra di loro. Un insieme di informazione e disinformazione, appoggiata dai social media che ha dato a tutti la possibilità di dire la “sua”, anche a fonti non autorevoli, che hanno contribuito alla confusione dei cittadini attraverso la diffusione di fake news. Già gli esperti erano in contraddizione, figuriamoci chi poi non ha nemmeno la giusta competenza scientifica! Questa percezione di insicurezza da parte degli scienziati, medici, virologi unita ai “produttori” e divulgatori di bufale pazzesche ha creato negli “ascoltatori” una grande diffidenza. I vaccini sono una delle conquiste più importanti della medicina, non si spiega perché continuano ad esserci tante persone che lo temono. Coloro che hanno scelto di non vaccinarsi hanno paura degli eventi avversi del vaccino. La sensazione di non avere il controllo su quello che succede, li rende restii. Evidentemente non basta l’evidenza scientifica, occorre creare un dialogo per lavorare sulla fiducia delle persone. Fornire dati e fonti a supporto di ciò di cui si sta parlando, in modo che chi ascolta abbia a disposizione materiale a cui può attingere per chiarire le idee. Era davvero necessaria una campagna di informazione sui vaccini anti Covid, avrebbe evitato tutto il caos legato ad esso, comprese le evidenti “discriminazioni” generate dal Green Pass. Anna Ammanniti
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