(di Anna Ammanniti) In farmacia o in laboratorio chi deve fare il tampone deve presentarsi con tessera sanitaria e documento di identità alla mano. Ma accade veramente così? Quasi sempre il laboratorio o la farmacia che effettua il tampone non chiede il documento di identità.
Il farmacista è qualificato come incaricato di pubblico servizio ai sensi dell’articolo 328 del Codice Penale a chiedere il documento e forse è il caso che inizi a chiederlo, dato che non tutti lo fanno. I controlli dei Nas nelle farmacie del Nord hanno fatto emergere l’ultima truffa dei No Vax per avere il Green Pass da guarigione: positivi testati con la tessera sanitaria di altri. Chi esegue il test è tenuto a controllare sempre i documenti e ad accertarsi che la persona che fa il tampone sia la stessa che compare nella tessera sanitaria e nella carta d’identità. C’ è infatti chi, positivo al Covid, si sottopone a più test con più tessere sanitarie diverse per permettere il rilascio del Green Pass a No Vax, titolari di quelle tessere sanitarie di volta in volta diverse. In questo modo infatti si risulta guariti e si ottiene quindi un Green Pass rafforzato. Un comportamento innanzitutto illegale e soprattutto pericoloso, perché si falsa un sistema di tracciamento che riguarda tutta la comunità e che monitora l’andamento della pandemia. I punti tampone e le farmacie in cui risultano queste irregolarità sono una cinquantina del Nord Italia. Il servizio di controllo dei Carabinieri Nas è partito dopo l’aumento di casi di positivi che si sono presentati con la tessera sanitaria di amici e conoscenti No Vax in modo da fare risultare anche loro positivi e successivamente guariti. I No Vax hanno utilizzato le chat e in particolare Telegram per il passaparola nella pratica illecita. Il comandante del gruppo tutela della salute dei Carabinieri di Milano, Salvatore Pignatelli ha spiegato che sono in corso controlli dei Nas su farmacie e punti tamponi che sono tenuti a controllare l’identità delle persone che si sottopongono al test, essendo un trattamento sanitario che si conclude con un referto. Sono 11 le squadre dei Nas impegnate per verificare che l’identità delle persone tamponate venga accertata con tessera sanitaria ma anche con documento di identità. Il comandante Pignatelli: “Abbiamo constatato che a volte per questioni di rapidità non veniva riscontrata identità della persona, e questo si prestava ad abusi: c’era chi si presentava con la tessera sanitaria di altri. Tra gli abusi possibili quello di sottoporre a tampone persone positive con più tessere sanitarie in diverse farmacie, per far emettere Green pass a nome di soggetti non immunizzati”. Sul rischio della diffusione di questa pratica illecita nel mondo dei No Vax è intervenuto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. “Se queste persone usassero la testa non per questi imbrogli, ma per proteggersi dal Covid, forse la fine di questa pandemia sarebbe più vicina e tanti vaccinati positivi ma asintomatici non dovrebbero rimanere in casa per proteggere loro. Mi sono già confrontato con Federfarma sull’argomento e mi hanno assicurato che verranno controllati ancora con più attenzione i documenti.” Anna Ammanniti
