Nella serata di sabato, 22 gennaio, Silvio Berlusconi ha rinunciato alla propria candidatura al Quirinale. Viene da chiedersi chi possono essere, ad oggi, i papabili candidati delle varie forze politiche.
Attualmente sono tutti uomini e donne già da anni in politica, e non potrebbe essere altrimenti, ma un’idea chiara non c’è anche se dopo la rinuncia di Berlusconi le quotazioni di Mario Draghi che lascerebbe il ruolo di Presidente del Consiglio per il settennato al Quirinale. Il timore di molti è che Draghi possa allargare quelli che al momento sono i poteri del Capo dello Stato, per continuare a governare il paese, magari con l’ausilio di un suo fedelissimo, e su questa linea si fa insistentemente il nome di Marta Cartabia, già Costituzionalista e attualmente Ministro della Giustizia. Qualche nome oltre a Mario Draghi? L’immortale Giuliano Amato, già leader politico e presidente del consiglio per diverse legislature. La stessa Marta Cartabia, ministro della Giustizia ed eventualmente espressione dell’attuale coalizione di Governo, Pier Ferdinando Casini, da quasi 40 anni in Parlamento, in grado di governare con tutte le forze politiche, da destra a sinistra passando dal centro dove è nato politicamente. Paolo Gentiloni, già presidente del Consiglio nel governo del PD, e attualmente Commissario europeo per gli affari economici e monetari. Letizia Moratti, espressione in passato del centrodestra, e dopo Berlusconi una delle donne più apprezzate e influenti del Parlamento. Maria Elisabetta Alberti Casellati, già prima donna eletta Presidente del Senato, da anni in Forza Italia, potrebbe avere l’apprezzamento di altre forze politiche vicine e lontane all’attuale Governo Draghi. Alessandro Andrelli
