In seguito alla recente pubblicazione, da parte del Comune di Sora, di un atto di Indirizzo Politico-Amministrativo per la predisposizione di un avviso pubblico finalizzato all’affidamento dell’incarico di Direttore Scientifico del Museo Civico “Media Valle del Liri”, che a nostro avviso presenta numerosi ed importanti elementi critici, – ci scrive la dottoressa Stefania Semeraro Presidente Confederazione Italiana Archeologi sede Lazio – abbiamo inviato all’amministrazione comunale una dettagliata richiesta di ritiro e riformulazione del bando”. Questo il testo della lettera.
“Alla cortese attenzione del Sindaco del Comune di Sora dott. Luca Di Stefano, Al Vicesindaco e Assessore alla Cultura dott.ssa Maria Paola Gemmiti, al Segretario Generale dott.ssa Rita Riccio Gentilissimi, Vi scriviamo in merito all’ ATTO DI INDIRIZZO POLITICO-AMMINISTRATIVO PER LA PREDISPOSIZIONE DI UN AVVISO PUBBLICO FINALIZZATO ALL’AFFIDAMENTO DELL’INCARICO DI DIRETTORE SCIENTIFICO DEL MUSEO CIVICO, del 13/01/2022 n. 9. Pur comprendendo la situazione attuale e l’obiettivo dell’Amministrazione Comunale di procedere ad una nuova valorizzazione del Museo Civico “Media Valle del Liri” con la volontà di riaprire lo stesso al pubblico, in particolar modo a seguito dei prolungati fermi imposti dall’emergenza Coronavirus, non possiamo che ritenerci preoccupati e stupiti delle scelte fatte in merito alla direzione del Museo. Leggendo la deliberazione della Giunta Comunale, infatti, abbiamo riscontrato numerosi ed importanti elementi critici che vi sottoponiamo: – Il ricorso a personale in quiescenza per ricoprire il ruolo di Direttore Scientifico del Museo al fine di richiedere, data l’imminente scadenza dei termini (31 gennaio), l’accreditamento all’interno dell’Organizzazione Museale della Regione Lazio (OMR). – Il mancato riferimento alle norme vigenti che hanno riconosciuto le professioni dei Beni Culturali (L. 110/2014 smi). Nello specifico, non vi è alcuna menzione, per il ruolo in questione, del possesso dei requisiti previsti dalla legge e corrispondenti a quelli della I fascia dell’allegato 2 del DM 244/19. – Il mancato riferimento ai requisiti minimi previsti dal codice deontologico elaborato ICOM (http://www.icom-italia.org/codice-etico-icom/ ) e destinato all’intero Sistema Museale Nazionale, ivi compresi i musei civici. – La breve durata del bando, anche rispetto alla data di scadenza per l’accreditamento all’OMR, di soli sette giorni rispetto ai trenta previsti dalla legge (cfr. art. 4 comma 1 D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487) A fronte di quanto esposto, considerando il tempo intercorso tra l’insediamento della Giunta e la scadenza del termine previsto dalla Regione Lazio per l’accreditamento del Vostro Museo, vi chiediamo perché non siano state valutate altre soluzioni, ad esempio la possibilità di una variazione di bilancio entro il 31 dicembre, o ancora la facoltà di prevedere uno storno da altro capitolo di spesa anche nel contesto del PEG della cultura, per affidare l’incarico a professionisti qualificati piuttosto che ricorrere a personale in quiescenza non retribuito. Decisioni di questo tipo rischiano di creare gravi precedenti, in quanto non riconoscono né la mole di impegno che comporta la direzione di un museo né l’alto grado di competenze scientifiche necessarie per ricoprire il ruolo. Altresì ci sembra che il ricorso al lavoro gratuito, inevitabilmente, sia lo specchio di uno scarso interesse per le grandi potenzialità che i Musei possiedono e soprattutto per tutti i benefici culturali, turistici, ma in primo luogo economici che una gestione lungimirante del Patrimonio potrebbe offrire alla comunità. Per queste ragioni, chiediamo l’immediato ritiro del bando e la sua riformulazione in termini che tengano conto delle competenze professionali necessarie, di un riconoscimento economico adeguato rispetto alle responsabilità e le competenze richieste e di un congruo tempo che consenta a tutti di partecipare. Offriamo, in ogni caso, la nostra collaborazione per risolvere questa incresciosa situazione rendendoci disponibili ad effettuare anche un incontro, seppur virtuale, come i tempi richiedono. Cordiali saluti Dott.ssa Stefania Semeraro Confederazione Italiana Archeologi – Lazio“. (Fonte: comunicato stampa) La Confederazione Italiana Archeologi è la prima associazione professionale di archeologi in Italia, fondata nel 2004, promuove e difende la figura professionale dell’archeologo. È una delle associazioni che si sono spese per il riconoscimento professionale, riuscendo ad ottenere, insieme alle altre, la legge 110/2014, sul riconoscimento delle professioni dei Beni Culturali. Nel corso della sua storia ha organizzato diversi convegni sul tema della professione, ha redatto ricerche statistiche sul lavoro degli archeologi (Discovering the Archaeologist of Europe – Italy) e sui contratti (Osal2008, Archeocontratti), partecipando a diversi progetti europei insieme a un gruppo di organizzazioni di tutta Europa con cui ha costruito una rete nell’ambito della European Association of Archaeologists. Dal 2016 è riconosciuta dal Ministero dello sviluppo tra le associazioni che possono attestare la qualità professionale dei propri iscritti, divenendo, de facto ed ex lege, uno dei soggetti abilitato a rappresentarli nelle sedi pubbliche.
