Il processo per l’omicidio di Serena Mollicone entra nel vivo e l’accusa scende in campo con due nomi di ‘calibro’. Nell’udienza fissata per venerdì 21 gennaio, infatti, a deporre come testimoni dei magistrati Maria Beatrice Siravo e Maria Carmen Fusco, saranno il medico legale e antropologa dell’Università Statale di Milano, la professoressa Cristina Cattaneo e Remo Sala, ingegnere, ricercatore del Politecnico di Milano, dipartimento di Meccanica.
E’ prevista la presenza, per questa udienza non come testimoni (la data della loro testimonianza è ancora da fissare), dell’ex comandante del Ris di Parma, il generale Luciano Garofano (che rappresenta Consuelo ed Antonio Mollicone) e della criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone (che rappresenta Armida Mollicone). I due professionisti intendono quindi ascoltare la ricostruzione medico legale della scienziata che per oltre un anno e mezzo ha ispezionato il cadavere riesumato di Serena Mollicone. La relazione che nel 2017 la dottoressa Cattaneo ha consegnato alla Procura di Cassino parla di come la studentessa di Arce sarebbe stata aggredita e poi lasciata morire all’interno dell’alloggio in uso alla famiglia Mottola e situato nella caserma dei Carabinieri di Arce. Come ha fatto la dottoressa Cattaneo ad arrivare ad una tale conclusione? Semplicemente analizzando il corpo di Serena e tutto ciò che lo stesso ha conservato, nonostante fossero passati sedici anni. La bella diciottenne prima di essere colpita si è difesa strenuamente. Sono emersi infatti ematomi risalenti a poco prima della morte. Sempre secondo la perizia la diciottenne sarebbe stata presa a calci, pugni e strattonata e sbattuta con la testa contro la porta dell’alloggio della caserma, come risulta dopo le tante analisi effettuate per accertare la precisa compatibilità. Una violenza infinita e senza un motivo. “Lesioni contusive al ginocchio, al gluteo, al collo provocati da urti, colpi, afferramenti, cadute” scrive il consulente Cattaneo nella perizia. La parte finale dello scritto viene riservato alle tracce di una miscela trovate sui calzini e sul fuseaux nero indossato dalla ragazza. Una polvere composta da lantanio, cerio e piombo. “Seppure la compresenza di cerio e lantanio può essere prodotta da oggetti correlati alla generazione di scintille, la rilevanza di queste tracce va valutata da parte di esperti del settore”. La testimonianza di venerdì servirà a chiarire anche questo. L’ingegnere Sala, invece, dimostrerà come la porta danneggiata possa essere riconducibile ad un colpo provocato dall’urto della testa di Serena Mollicone.
