Polemiche a non finire a Sora per il bando pubblicato dal Comune e relativo alla selezione di un nuovo direttore scientifico del museo cittadino. “L’incarico – si legge nell’atto – essendo riservato a soggetti in quiescenza, non prevedrà alcun compenso nè rimborsi spesa per l’attività svolta e avrà durata non superiore ad un anno dal momento della sottoscrizione”.
Fra i primi a sollevare critiche per tale scelta è stata la consigliera comunale Manuela Cerqua (già direttrice del Museo) che ieri ha diramato una nota nella quale, fra l’altro, dice: “Lavorare gratis per la cultura. Offrire lavoro intellettuale a compenso zero è una storia che si ripete periodicamente. Questa volta non si tratta di tipologie di professioni sotto i riflettori, ma di un ruolo di primo piano e di alto profilo come il direttore scientifico di un museo. Quel museo che fino al 2016 era uno dei fiori all’occhiello dell’Organizzazione Museale Regionale e del Sistema museale archeologico Proust. Una richiesta insolita che ha già messo in allarme il mondo degli archeologi, esperti di valorizzazione, direttori di musei, operatori e curatori museali, che ritengono inconcepibile la diffusione di simili bandi che, offrendo lavoro gratuito, sviliscono e ledono la dignità dei professionisti dei beni culturali. È profondamente immorale che tale richiesta parta proprio da un’amministrazione pubblica. Alla gratuità si aggiunge la quiescenza. Chiunque sia l’aspirante direttore, fosse anche un luminare, è del tutto anomalo che un bando pubblico escluda giovani qualificati e non già in pensione”. A seguirla sono stati molti altri professionisti ma anche lavoratori di altri settori che comprendendo la difficoltà di dover svolgere un lavoro senza una retribuzione, criticano la mossa del gruppo di governo cittadino. “Ma davvero il bando è riservato a pensionati disposti a lavorare gratis?”: questo, in queste ore, si stanno chiedendo in tanti auspicando una correzione.
