(di Anna Ammanniti) Al fine di stimare la prevalenza delle varianti VOC (Variants of Concern) e di altre varianti in Italia, è stata realizzata una indagine rapida coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e le Provincie Autonome.
L’obiettivo di questa indagine è di identificare possibili casi di infezione Covid riconducibili alle varianti Delta ed Omicron. Sono state considerate 4 macroaree: Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia), Nord-Est (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna), Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), Sud e Isole (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia). In totale hanno partecipato all’indagine tutte le Regioni/PPAA e complessivamente 120 laboratori regionali e il Laboratorio di Sanità Militare.
Come mostrato in Tabella 3, da 20.995 casi confermati in RT-PCR, sono stati sequenziati 2632 campioni e classificati in base al lignaggio. In dettaglio tra le 2571 sequenze ottenute per l’analisi ne sono state individuate:
a) 512 riconducibili a SARS-CoV-2 variante Delta
b) 2058 riconducibili a SARS-CoV-2 variante Omicron
Le stime di prevalenza a livello nazionale, ottenute come la media delle prevalenze nelle diverse Regioni/PPAA pesate per il numero di casi regionali notificati il 3 gennaio 2022, sono le seguenti:
19,22% (range: 0.0% – 66.7%) variante Delta
80,75% (range: 33.3% – 100%) variante Omicron
Sono stati segnalati 43 diversi sotto-lignaggi AY.n (variante delta), di cui i più frequenti sono: AY.43 (28,5%), AY.4 (14%) e AY.122 (13,2%).
Complessivamente, dieci Regioni/PA hanno notificato sequenze appartenenti al lignaggio AY.4.2 (e relativi sotto-lignaggi); nel 56,5% (13/23) di queste sono state identificate le mutazioni Y145H e A222V (delta plus).
In relazione alla più alta trasmissibilità della variante Omicron anche nel nostro Paese si osserva, dai dati di questa indagine e relativa ai casi del 3 gennaio 2022, una prevalenza superiore all’80%, se pur con una certa variabilità tra le Regioni/PPAA. Nell’indagine precedente, e relativa ai casi del 20 di dicembre 2021, la prevalenza era stata stimata pari al 21%. Questi risultati, per quanto non privi di limiti e bias, mostrano una rapida diffusione della variante Omicron, in linea con quanto già descritto recentemente in altri Paesi Europei. Inoltre non bisogna trascurare il fatto che la variante Delta co-circola nel Paese, sia pure con una prevalenza che sta diminuendo progressivamente nel tempo, che suggerisce uno svantaggio competitivo nei confronti di Omicron.
Differenze tra Delta e Omicron
Variante Delta – Finora il tipo Delta ha ottenuto la massima attenzione. È stato trovato alla fine del 2020 in India e presto si è diffuso in tutto il mondo, diventando la varietà di Coronavirus più comune. Delta è stato motivo di preoccupazione a causa delle prove che è più contagioso e si diffonde più rapidamente di altre varianti, anche tra coloro che sono stati vaccinati. Ha quasi una dozzina di mutazioni. Si prevede che Delta causi più del doppio delle malattie rispetto alle varianti precedenti ed è dall’80 al 90% più trasmissibile rispetto al ceppo Alpha. Dopo un costante calo dei casi di COVID-19 e dei ricoveri negli Stati Uniti, il lancio di Delta nel giugno 2021 ha coinciso con una forte inversione di tendenza. Delta ha spinto il CDC a chiedere “strategie preventive stratificate” sia per le persone vaccinate che per quelle non vaccinate. Ciò significa che, oltre a vaccinarsi, le persone dovrebbero lavarsi le mani, indossare maschere e mantenere una distanza di sicurezza l’una dall’altra, soprattutto quando si trovano all’interno di regioni in cui la trasmissione è significativa o elevata.
Variante Omicron – E’ stata rilevata in Botswana e in Sud Africa alla fine di novembre 2021 ed è stata etichettato come una “variante preoccupante”. Su Omicron c’è ancora molto da imparare. I casi si sono rapidamente verificati in altri Paesi, compresi gli Stati Uniti, costringendo le autorità ad attuare divieti di viaggio nel tentativo di fermare la diffusione del virus. Sulla base dei primi dati provenienti da Sud Africa, Regno Unito e Danimarca, si prevede che Omicron supererà la concorrenza di Delta. Omicron, secondo gli specialisti, ha un gran numero di mutazioni. In totale, ci sono circa 50 mutazioni che non sono mai state viste insieme prima, ma nessuno sa come interagiranno. Le prove esistenti suggeriscono che l’Omicron è più trasmissibile del Delta e probabilmente diventerà il tipo più comune nella maggior parte delle località.
Oltre 30 delle mutazioni di Omicron sono state scoperte nella proteina spike del virus, che si attacca alle cellule umane e si ritiene che alcune di esse aumentino la probabilità di infezione. Di conseguenza, parte della sua maggiore trasmissibilità potrebbe essere attribuibile alla sua capacità di eludere alcune risposte immunitarie, soprattutto in coloro che sono stati infettati ma non sono stati vaccinati. Nel frattempo il ministero della Salute in Italia ha comunicato che il richiamo o booster è efficace al 97,8% nell’evitare le forme gravi di Covid-19 secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. “Vacciniamoci o facciamo il richiamo. Continuiamo a mantenere comportamenti prudenti e a rispettare le regole”.
Anna Ammanniti
