Alatri – Continua lo scontro sui sanificatori d’aria nelle scuole

Andrea Tagliaferri
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Botta e risposta sui social tra Sindaco e Alatri in Comune con Pelorossi e Bisante che fanno i conti in tasca al Comune. “Basterebbero 50 mila euro”. Intanto il consigliere Leghista Borrelli si candida a mediatore.

Non si placa la disputa a distanza tra maggioranza e minoranze nata dalla proposta, presentata in Consiglio Comunale da Anna Rita Pelorossi per conto di diversi consiglieri, che chiede all’amministrazione di avviare uno studio sulla possibile dotazione di ogni plesso scolastico di depuratori per l’aria anti Covid. L’Ordine del giorno, in Assise, era stato immediatamente bocciato dal Sindaco e dalla sua maggioranza in quanto ritenuto troppo dispendioso ma l’argomento è tutt’altro che concluso. Nei giorni a seguire, infatti, anche sulla scia dell’identico dibattito nato a livello nazionale in concomitanza con la riapertura delle scuole, la consigliera Pelorossi, forte del voto favorevole di un consigliere di maggioranza (Gianluca Borrelli ndr) e dei consiglieri PD, ha rilanciato il tema sui social con una nota accusando il Primo cittadino di “miopia” e ribadendo la fattibilità della stessa. “Se consideriamo che le aule di competenza comunale sono 143- ha spiegato ieri in una nota il presidente di Alatri in Comune Claudio Bisantee che bisogna aggiungere le aree comuni (segreterie, direzione, ecc.) e si moltiplica il numero ottenuto per il costo di un purificatore si arriverebbe a conteggiare una spesa intorno ai . , ai quali bisognerebbe aggiungere il costo dell’energia elettrica per alimentare gli apparecchi di purificazione”. All’ attacco della Pelorossi ha risposto duramente Maurizio Cianfrocca, bollando la proposta ancora una volta come “… idea priva di progettualità”, aggiungendo che la proposta è stata presentata male e che, comunque, il Comune sta ancora agendo in esercizio provvisorio in quanto l’approvazione del bilancio al 31 dicembre è stata rinviata dal Governo. La Pelorossi, tuttavia, non si è data per vinta ed ha sottolineato che la proposta andava letta fino in fondo dal momento che “…non impegnava il Comune a spendere dei soldi ma quantomeno a condurre uno studio immediato di fattibilità” e, dall’altro lato, che i costi di queste apparecchiature sono noti e basterebbe moltiplicarli per il numero di classi del territorio per sapere che la cifra “…è assolutamente compatibile con le finanze dell’ente a bilancio approvato”. Chiude, da ultimo, la proposta del consigliere leghista Borrelli che, sottolineando la bontà della proposta della collega d’opposizione, si propone quale mediatore tra le parti per arrivare ad una soluzione condivisa. Nel frattempo, il dibattito nazionale sul tema si fa strada e cominciano ad arrivare proposte di stanziamento di fondi governativi per dotare le scuole di purificatori, pare unica arma efficace per garantire didattica in presenza. Andrea Tagliaferri
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