(di Anna Ammanniti) L’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria vengono definite anche materiale particolato, da cui l’acronimo inglese PM. Il particolato fine PM2,5 viene prodotto tipicamente da industrie, riscaldamento, traffico veicolare e processi di combustione in generale.

I PM2,5 date le ridotte dimensioni, una volta inalate sono in grado di penetrare in profondità nel sistema respiratorio umano superando la barriera tracheo-bronchiale e raggiungendo la zona alveolare. Secondo quanto riportato dal
Ministero dell’Ambiente “le particelle fini possono attraversare la barriera alveolare, passare nel circolo sanguigno ed essere assorbite dai tessuti. Più vulnerabili ai rischi connessi all’esposizione a inquinanti atmosferici, sono i soggetti con patologie cardiache o polmonari, i bambini e gli anziani.” Il dott.
Giovambattista Martino, coordinatore dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente comunica
i dati della qualità dell’aria del mese di dicembre nei principali centri della Provincia.
Dal Report è emerso che Frosinone nella parte alta della città ha presentato la condizione migliore rispetto a tutti i Comuni della Provincia; ad Anagni i valori peggiori si registrano ad Osteria della Fontana; a Sora il 30% del tempo entro il limite; Cassino presenta i dati peggiori rispetto tutti gli altri Comuni.
Di seguito il report
“Sono stati considerati i valori delle PM2,5 rilevate unitamente alle PM10 ed alle PM1 dalle centraline del
sistema Ancler. Il riferimento è al valore del PM2,5, piuttosto che al PM10, perché il PM2,5
è correlato con maggior precisione all’insorgenza delle malattie e dalla mortalità. La capacità patogenetica del PM2,5 è concentrazione dipendente. Più sono alti i valori, maggiore il rischio di malattie gravi e di morti premature. Secondo la normativa per le PM2,5 il valore limite ammesso in Europa è di 25 mcg/m3 quale media annua, di 10 mcg/m3 per l’OMS. Nel mese di dicembre 2021,
Frosinone nella parte alta della città, ha presentato la condizione migliore rispetto a tutti i comuni della provincia con quasi il 50% del periodo con concentrazioni inferiori a 25mcg/m3. Nella parte bassa invece, le concentrazioni sono nei limiti di media per il 15% del tempo alla Stazione e per il 20% a Madonna della Neve, mentre per il 33% del tempo alla Stazione e per il 42% a Madonna della Neve, i valori sono oltre tre volte il limite. Ad
Anagni i valori peggiori si registrano ad Osteria della Fontana con periodi del 20% entro il limite, del 23% oltre il doppio del limite e del 27% oltre tre volte la media ammessa. A
Sora il 30% del tempo entro il limite, il 15% oltre il doppio, il 30% con valori tre volte l’ammesso.
Cassino presenta i dati peggiori rispetto tutti gli altri comuni: solo il 12% del tempo del mese nei valori limiti, il 20% del tempo oltre il doppio ed il 47% di dicembre con esposizione a concentrazioni superiori tre volte il limite della media ammessa.
La maglia nera provinciale è passata, rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente, da Frosinone a Cassino. Mentre Frosinone, nella parte bassa della città, quella notoriamente più inquinata, ha registrato un peggioramento contenuto ed in linea con i valori dell’anno precedente, a Cassino, l’esposizione a periodi di tempo con concentrazioni oltre tre volte la norma è aumentata dal 36% al 47%, conseguenzialmente il periodo con concentrazioni entro la media di 25 mcg/m3 si è ridotto dal 31% al 12%.
Un peggioramento evidente, significativo ed estremamente preoccupante per noi Medici, che riconosciamo alle PM2,5 una capacità patogenetica drammatica, in grado di colpire ogni apparato con un determinismo inesorabile per le malattie più gravi. I numeri sono implacabili per Cassino come per Frosinone, ma altrettanto implacabile appare la volontà di chi in tali contesti
progetta e persegue la realizzazione addirittura di una quarta linea dell’inceneritore di San Vittore posto a pochi chilometri di distanza dal centro di Cassino e
l’insediamento di un biodigestore per il trattamento di 50.000 tonnellate di rifiuti umidi, dentro la città di Frosinone.
Nei grafici riportati i colori indicano la concentrazione secondo la legenda in basso a sinistra. Più sono scuri, più sono in alto e più sono pericolosi. All’interno delle aree colorate è riportata la percentuale del tempo di esposizione a quella concentrazione durante tutto il periodo di riferimento. Nella parte bassa, in tabella, il numero assoluto delle ore di esposizione alla concentrazione corrispondente alla linea.
Le concentrazioni più elevate e maggiormente persistenti, come si evince dalla disposizione dei colori del grafico e dalle percentuali riportate, si registrano a Cassino ed a Frosinone Scalo (Pietrobono).
Anna Ammanniti