Dietro una truffa romantica si nascondeva una banda di cinque nigeriani richiedenti asilo. E’ quanto hanno scoperto gli investigatori delle procura a seguito delle indagini avviate dopo che una donna di 56 anni di Veroli ha fatto scattare la denuncia. Tutto ha inizio nel febbraio scorso quando la donna conosce sul web un ingegnere petrolifero inglese che si trovava su una nave, Il profilo dell’uomo su Facebook era “Michelamalia563”.
Tra i due inizia una storia d’amore virtuale. Ma ad un certo punto l’ingegnere le aveva detto che doveva ricevere del denaro dai suoi datori di lavoro in Inghilterra ma non voleva tenerlo in nave e quindi li avrebbe spediti proprio a lei. Successivamente le aveva riferito che il pacco spedito era stato bloccato in dogana a Fiumicino e quindi le aveva chiesto di effettuare un pagamento di 870 euro per sbloccarlo. A quelle richieste di denaro ne erano seguite tante altre. Nel giro di tre mesi la 56enne aveva sborsato quasi 12 mila euro. A farle aprire gli occhi facendole capire di essere vittima di una truffa un cugino al quale si era confidata. E proprio da indagini effettuate in tal senso è emerso che la truffa era stata imbastita da cinque nigeriani che si trovano in Italia come richiedenti asilo. Al momento si sa che due di questi sono irreperibili mentre gli altri risultano iscritti all’anagrafe di una città del nord Italia. Nei giorni scorsi c’è stata la conclusione delle indagini. Il falso ingegnere petrolifero sarà difeso dall’avvocato Luca Solli. Mar. Ming.
