L’installazione di una nuova antenna in località Civitella continua a preoccupare i residenti.
Abbiamo intervistato Giovanni Gasparri, presidente della “Comunità di Eredità Civitella” Perché siete contrari ai ripetitori di telefonia mobile o al 5G? “Non siamo affatto contrari, anzi saremo i primi utilizzatori del servizio. Siamo a favore della digitalizzazione della nazione, del progresso scientifico e dell’iniziativa imprenditoriale. Contestiamo solo il luogo scelto.” Si spieghi meglio “Civitella non è un luogo d’elezione per l’impianto di una nuova stazione radio base. È evidentemente una posizione di ripiego, perché le case oltre ad essere vicine sono anche più in alto del basamento di circa 20 metri. I trasmettitori sarebbero ad altezza finestra e questa combinazione è inaccettabile” Perché tanta preoccupazione? “Gli impianti nelle città sono in genere micro-impianti di potenza inferiore ai 20W per i quali il procedimento per l’autorizzazione è estremamente semplificato. L’impianto in questione è considerato localizzato in zona rurale ed i rilievi che sono stati fatti dal gestore sono richiesti solo in caso di potenze decisamente superiori, per le quali è necessario il parere preventivo dell’ARPA. Tutto, dunque, fa pensare che le potenze in gioco ed il raggio di azione delle antenne siano tutt’altro che trascurabili”. C’è già chi ha sollevato polemiche politiche sulla questione. Quale è la posizione della Comunità? “Non siamo interessati alla strumentalizzazione politica, né alla ricerca del colpevole. C’è da dire però che sin dall’inizio, la vicenda è stata accompagnata da un alone di mistero; pertanto, ritengo doveroso l’impegno di chi cerca la verità, perché dietro questi misteri potrebbero celarsi fatti di interesse pubblico” Antenne di questo tipo sono state installate ovunque. Come si può creare un danno al paesaggio? “Se è vero che la legge favorisce la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione di pubblica utilità, è anche vero però che queste torri sono spesso oggetto di una progettazione che considera i puri aspetti tecnici ed economici a discapito del godimento del paesaggio, bene di interesse pubblico. Il susseguirsi di tanti interventi minori, inappropriati, sul territorio causa un effetto cumulativo che può risultare lesivo dell’identità dei luoghi. L’invito ai progettisti è dunque quello di guardare al contesto non come impedimento burocratico, ma come opportunità per fare meglio.” Quale risultato si aspetta di raggiungere? “Obiettivo iniziale è controllare in modo attivo l’operato degli enti interessati. Il miglior risultato sarebbe l’accordo tra la Comunità, il gestore ed il Comune per la rilocalizzazione dell’impianto in un posto che abbia maggiore senso logico, non crei danni e allo stesso tempo offra maggiori vantaggi di copertura per il gestore.”
