Erano circa le ore 11 dello scorso 11 settembre quando in via Nuova Italia presso la gioielleria Cataldi fu messa a segno una rapina.

I malviventi erano tre armati di pistola e parzialmente travisati con mascherine chirurgiche, occhiali da sole cappellini e parrucche. Al momento della rapina all’interno della banca erano presenti il titolare, tre commesse e due clienti, minacciati da subito e costantemente con le armi dai rapinatori. I tre soggetti, dimostrando una non comune tranquillità e determinata precisione, saccheggiarono l’interno della gioielleria,
tra cui oggetti preziosi ed orologi di valore, si ipotizzò un bottino dal valore di circa 300 mila euro. Le persone furono poi chiuse nel bagno e i malviventi si allontanarono a bordo di macchine parcheggiate nei pressi dell’esercizio commerciale a cui erano state apposte targhe clonate.
La ricostruzione del grave episodio fornita dai testimoni veniva ampiamente riscontrata dalle immagini estrapolate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza della gioielleria, motivo per cui
i Carabinieri procedevano ad un’attenta analisi di ogni singolo filmato e/o fotogramma relativo all’azione delittuosa, effettuando una meticolosa visione del sistema di videosorveglianza del Comune di Fiuggi, delle telecamere installate all’uscita del casello autostradale A1 Anagni/Fiuggi Terme, nonché di tutte le telecamere installate presso esercizi commerciali o abitazioni ubicati sulle vie di accesso alla cittadina termale.
Grazie alla meticolosa analisi dei dati estrapolati venivano cronologicamente ricostruite le fasi salienti della rapina, individuando dapprima le due autovetture utilizzate dai malviventi per raggiungere Fiuggi, localizzate sin dalla loro uscita dal citato casello autostradale, per poi contestualizzare l’arrivo dei medesimi veicoli nel centro cittadino di Fiuggi e le successive fasi relative alla materiale consumazione della rapina. Quindi veniva disposta un’attività di intercettazione nei confronti di uno degli indagati, suffragata da mirati servizi di osservazione e pedinamento, nonché dagli accertamenti tecnici effettuati dai militari del R.I.S. Carabinieri di Roma. Si rappresenta che uno degli indagati era già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per altra vicenda.
Questa mattina in seguito alla complessa attività coordinata dalla
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, attualmente nella fase delle indagini preliminari, condotta validamente dai militari del
Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri, è stata emessa dal
GIP di Frosinone un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 persone, a cui sono stati contestati i reati di rapina aggravata dall’utilizzo di armi e dal sequestro di persona, porto abusivo di armi, ricettazione e riciclaggio in concorso.
Anna Ammanniti