Teste smemorata finisce sotto processo per falsa testimonianza. Si tratta di Laura C. che nel processo di primo grado a carico dei quattro imputati per l’omicidio di Emanuele Morganti per ben 26 volte ha detto davanti ai giudici della Corte di Assise di Frosinone “Non ricordo”.
Eppure secondo la Procura la ragazza era stata considerata un teste chiave in quanto proprio lei nell’immediatezza dei fatti raccontò di aver visto Michel Fortuna, uno degli imputati sferrare un pugno tra la testa e il collo di Emanuele. Invece una volta salita sul banco dei testimoni ha fatto scena muta. Il pubblico ministero a seguito di tale comportamento ha chiesto la sua incriminazione per falsa testimonianza, il 17 dicembre prossimo la ragazza che è rappresentata dall’avvocato Marco Maietta verrà giudicata con il rito abbreviato. Intanto il prossimo 18 gennaio è attesa la sentenza della Cassazione in merito agli imputati Michel Fortuna, Paolo Palmisani e Mario Cistagnacci, condannati in appello a 14 anni di pena per omicidio preterintenzionale . Al momento si trovano a piede libero con il solo obbligo di firma perché sono scaduti i termini della custodia cautelare in carcere. Al. And.
