Parà deceduto in caserma in circostanze misteriose, rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio volontario aggravato gli ex caporali della Folgore L.Z., di 43 anni di Castro dei Volsci e A.P. di Cerveteri.
I fatti risalgono all’agosto del 1999 quando Emanuele Scieri, un militare di 26 anni era stato trovato senza vita. Secondo la procura si sarebbe trattato di un caso di “nonnismo”. Secondo la ricostruzione effettuata dal pm i due caporali sono accusati di aver cagionato con crudeltà la morte del commilitone Emanuele Scieri. La violenza si era consumata a seguito del fatto che Scieri che stava utilizzando il cellulare mentre entrava nella camerata. Per tale motivo era stato costretto ad effettuare numerose flessioni sulle braccia. Ma mentre il giovane eseguiva gli esercizi sarebbe stato colpito con pugni sulla schiena comprimendogli le dita delle mani con gli anfibi, poi lo avrebbero costretto ad arrampicarsi sulla scala di sicurezza della vicina torre di prosciugamento dei paracaduti. Proprio in quel momento Scieri perdeva la presa e precipitava al suolo da un’altezza di cinque metri , riportando “lesioni gravissime”. Dopo la caduta il militare era stato abbandonato sul posto agonizzante determinandone la morte. A far scattare l’inchiesta i genitori del ragazzo che non hanno mai creduto ad un incidente e sono stati sempre convinti che si fosse trattato di un episodio di nonnismo. La prima udienza si terrà presso il tribunale di Pisa il 4 di aprile del 2022. Mar.Ming.
