L’odissea di migliaia di bambini italiani costretti dalla fame a lavori bestiali in condizioni di semischiavitù in tutta Europa, in particolare in Francia, raccontata attraverso testimonianze documentate nel Convegno “Storie d’emigrazione in Valcomino, l’emigrazione minorile e la tratta dei bambini verso le vetrerie francesi”.
Si parlerà di una fanciullezza negata ai bambini durante la crisi agricola in Italia, mentre in Francia riparte la produzione vinicola e di conseguenza anche quella delle bottiglie in vetro. Dalla seconda metà dell’800, fino ai primi anni del secolo successivo, migliaia di bambini erano sfruttati in maniera disumana per soffiare il vetro. Le leggi francesi allora prevedevano l’età minima di 13 anni, ma si seppe poi di bambini di appena 9 anni che alcuni procacciatori “acquistavano” dalle famiglie garantendo del cibo. I bambini erano alloggiati in un tugurio, lavorando oltre 12 ore al giorno. La paga, ovviamente intascata dall’aguzzino di turno, era di cinquanta lire al mese. Aguzzini che erano, per la maggior parte del territorio che da Sora, Isernia, fino alla Valle di Comino. Proprio nel comune valligiano di Alvito, la ricercatrice Maria Rosa Protasi, racconta la storia di due bambini di cognome Persichetti, vittime di questa tragica tratta. L’appuntamento per l’intenso convegno è per le 10 di domani, sabato 27 novembre, presso l’Auditorium Comunale. Ad accogliere il pubblico saranno il sindaco Mario Piselli, il professor Francesco Ianni per Valcomino Senza Confini e Lucia Rufo per l’Associazione Genesi. Seguiranno gli interventi di Michele Ferri, storico di Sora, Nicolino Paolino, studioso della Materia di Isernia, Maria Rosa Protasi dall’Università La Sapienza di Roma con la collega Elisabbetta Silvestrini e Francesco Di Giorgio, studioso della Materia da Cassino. A fare da moderatore sarà Tonino Bernardelli. Collegandosi alla pagina “Valcomino Senza Confini” si potrà inoltre assistere al Convegno con la diretta in Streaming di Facebook.
Caterina Paglia
