(di Anna Ammanniti) La Testa di Marciana è un bellissimo reperto storico del I sec. d.C. Marciana era la sorella dell’imperatore Traiano, all’epoca dettava la moda con i capelli pettinanti all’indietro, tirati sulla nuca e arricciolati a formare uno chignon. Nella meravigliosa scultura di marmo è così che viene raffigurata.
Negli Altipiani di Arcinazzo nel comune di Arcinazzo Romano, si trovano i resti della Villa di Traiano, l’imperatore amava passare lì la stagione estiva. Immerso nello scenario degli Altipiani, l’imperatore apprezzava le acque pregiate, considerate le più buone e salubri dell’antichità. Il giornalista Francesco Digiorgio conosce molto bene il luogo, ci vive. Circa tre anni ha appreso sui social che la magnifica Testa di Marciano, il preziosissimo marmo, si trova al Museo di Boston. Fin qui nulla di strano, ma ad attirare l’attenzione di un turista italiano arrivato al Museum of Fine Arts di Boston, la provenienza del reperto storico: Subiaco. Francesco Digiorgio ha subito avuto l’intuizione di qualcosa che non quadrava perfettamente. Conosce la storia del posto in cui vive, sa benissimo che la Villa di Traiano fu oggetto di spogli già a partire dall’età tardo antica e soprattutto nel 1777 furono effettuati scavi per il recupero dei marmi necessari per la costruzione della chiesa di Sant’Andrea presso Subiaco. Tanti marmi in quell’epoca vennero prelevati e portati in giro per la Valle d’Aniene e prevalentemente a Subiaco. La testa di Marciana proviene da Subiaco? Molto probabilmente era agli Altipiani di Arcinazzo, perché asportata dalla Villa.
Giornalista Francesco Digiorgio
Due anni e mezzo fa Digiorgio ha segnalato il reperto alla Sovrintendenza che a sua volta ha denunciato il fatto ai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Dopo un lungo silenzio, il giornalista ha chiesto informazioni direttamente al Museum of Fine Arts di Boston, richiedendo prove documentali del lecito acquisto dell’opera. Dalla risposta del Museo si apprende che la stupenda testa di marmo di Marciana fu acquistata nel 1916 da Hubert William Gallandt. L’uomo offrii l’opera al Museo una prima volta nel 1915, poi fu venduta nel 1916 per mille dollari. Gallandt vendeva la testa per conto di un anonimo collezionista privato.villa traiano
l Museo non è in possesso di ulteriori dettagli, non sa se effettivamente se sia stata trovata a Subiaco, non conosce la data esatta in cui è stata ritrovata. Francesco Digiorgio ha replicato al Museo, invitandoli a restituire il reperto all’antiquarium di Arcinazzo Romano. Non hanno prove sulla provenienza lecita del reperto, sanno bene che andrebbero incontro a un dispendioso procedurale, dove alla fine probabilmente si troverebbero costretti alla restituzione della scultura. Il giornalista ha presentato anche esposto ai Carabinieri della Stazione di Affile. Intanto il senatore William De Vecchis con Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, ha presentato un’interrogazione parlamentare.
Nel caso in cui venisse dimostrata la vendita illecita della Testa di Marciana, deve tornare in Italia. Parlano chiaro gli accordi bilaterali sottoscritti dal MIBACT con i Musei Americani.A partire dal 2006/2007 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha stipulato accordi bilaterali con alcuni Musei statunitensi per ottenere la restituzione di reperti archeologici illecitamente fuoriusciti dall’Italia. Questi accordi prevedono la possibilità per gli istituti americani di ottenere in prestito alcune nostre opere per lungo tempo. In questo modo il MiBACT ha voluto favorire la restituzione di opere, consentendo al tempo stesso agli Americani di esporre nei propri musei opere che altrimenti avrebbero potuto varcare i confini solo in occasione di mostre, peraltro estremamente costose e di durata limitata.
Anna Ammanniti