Sora – Seconda fumata nera dal consiglio, ancora niente presidente. Scisma in vista?

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) La maggioranza Di Stefano è costretta a sparare a salve. Ancora una volta. La seconda.

I numeri sulla carta ci sono eppure anche ieri pomeriggio in assise il gruppo che ha il compito di guidare la città ha dovuto tirare il freno a mano. E’ stato costretto a farlo perchè la convergenza sul papabile “prescelto” non c’è o meglio, perché il gruppo si è banalmente incartato davanti al famoso problema del lupo, della capra e dei cavoli. Giochi vecchi in un’era che sarebbe dovuta essere nuova ma che nuova non lo è affatto. Secondo voci di corridoio in effetti ci sarebbe un nome fra i consiglieri di opposizione che andrebbe bene al gruppo Di Stefano: ma come far passare questa decisione senza creare danni? Come riuscire a vincere con la carta “dell’apertura alla minoranza” se la minoranza stessa non segue compatta? Baratta a parte, finora sono state “testate” le candidature di Emanuela Cerqua, di Federico Altobelli. Nessuna è andata bene. Fra i papabili mancano all’appello Lino Caschera e Salvatore Meglio. Quest’ultimo ieri in assise è apparso troppo accondiscendente con la maggioranza tanto che qualcuno già parla di “scisma” cioè vedrebbe presto passare in maggioranza proprio Meglio e Caschera. Del resto, il sindaco dicendosi rammaricato per la mancata elezione del presidente del consiglio, ha detto che ora, “probabilmente valuteremo di scegliere il neo presidente fra le fila della maggioranza”. E se è vero che un accordo pre-elettorale c’è, lo si vedrà proprio con queste a-quanto-pare-non-tanto-impossibili manovre. Nel frattempo la seduta di ieri pomeriggio ha visto la surroga per il neo consigliere Luciano Conte, entrato in assise al posto di Eugenia Tersigni la quale ha assistito alla seduta fra il pubblico. Il dottor Conte intervenendo per la prima volta da consigliere, fra le altre cose ha detto: “La città ha bisogno di gente che lavora, di una macchina amministrativa che funzioni”. Ha chiesto subito l’istituzione una commissione Sanità che collabori con i medici presenti in città e con il personale sanitario impegnato nella lotta al covid, che collabori con i pediatri. Poi ha dichiarato di voler devolvere in beneficienza i propri gettoni di presenza, in particolare al Cers che si occupa di casi di displasia infantile (a Sora, ha aggiunto, c’è un caso). Espletate le formalità relative alla surroga, Lino Caschera, che ha condotto i lavori della seduta in qualità di consigliere anziano, ha proposto la sospensione dei lavori per 10 minuti. A chiedere il motivo della sospensione è stato il consigliere Valter Tersigni, richiamando il regolamento comunale. Ha dovuto insistere il consigliere d’opposizione per poter parlare e il sindaco, fuori microfono ad un certo punto gli ha detto: “calmati un pò”. Alla faccia del rispetto tanto decantato! Votata la sospensione per poter riunire i capigruppo, il consiglio è stato sospeso per più di un’ora. Il tempo per l’ennesimo confronto – inutile – sul nome del candidato alla presidenza del consiglio. Cosa sia accaduto davvero non è dato saperlo ma fatto è che al rientro la maggioranza ha rinviato il punto sulla nomina. Hanno votato contro Cerqua e Tersigni. Per chi ha seguito la seduta in diretta, di certo ha sgranato gli occhi dinanzi all’ennesima fumata nera per l’elezione del presidente del consiglio. L’episodio avrà già fatto il giro della provincia! Avranno tutti strabuzzato gli occhi poco dopo quando la maggioranza ha messo in piedi una sorta di pantomima per poi chiedere al consigliere Federico Altobelli di ritirare il suo ordine del giorno per arginare il fenomeno furti in città. All’avvocato Altobelli inizialmente non è stato concesso neanche il tempo di illustrare la sua proposta (creazione di un centro unico di controllo, l’istituzione di una consulta comunale per la sicurezza urbana). Piuttosto, è stato inusualmente anticipato dal consigliere di maggioranza Corona che ha proposto un Controllo di Vicinato che prevederebbe la partecipazione attiva della cittadinanza, in collaborazione con le forze di polizia. Dopo l’intervento del sindaco è stato chiesto ad Altobelli di ritirare il suo ordine del giorno. A dargli manforte è stato anche il consigliere di opposizione Meglio che ha chiesto di ritirare le due proposte. Alla fine del pressing, il consigliere Altobelli ha accettato di ritirare il suo punto, mentre però scuoteva la testa in segno di dissenso. Si è chiuso così, con questa immagine rivelatrice, il consiglio comunale di ieri, fra l’incredulità di molti.
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