Doveva essere una giornata di puro divertimento, un momento per scrollarsi di dosso anche la tragica pandemia che da quasi due anni ha privato tutti di tutto.
Due amici, una ragazza e un ragazzo, decidono di trascorrere l’intera giornata del 31 ottobre al Parco Magicland di Valmontone. Il giorno di Halloween purtroppo si è trasformato per i due giovani in un vero incubo! Verso le 18.30 si trovavano in fila per accedere a un’attrazione, quando all’improvviso un gruppo di ragazzi, composto da circa 5 individui dall’accento napoletano tra i 20 e 25 anni, ha iniziato a spingere i due giovani. Spingevano insistentemente con la chiara intenzione di saltare la fila, la ragazza a quel punto ha invitato il gruppetto a moderare termini e comportamenti. Per tutta risposta, improvvisamente uno del gruppo ha iniziato a tirare i capelli alla giovane. Il suo amico è intervenuto per porre fine a ciò che stava succedendo, ma l’aggressore ha lasciato la giovane e ha afferrato l’uomo per il collo. Dopo di che ha tirato fuori un tirapugni ed ha iniziato a colpirlo ripetutamente al volto, altezza occhi. Nello stesso momento una ragazza del gruppo ha ripreso a tirare la giovane vittima per i capelli. A quel punto una signora è intervenuta per porre fine all’aggressione, il giovane perdeva copiosamente sangue dal viso ed era in stato confusionale. I due aggressori del gruppo, incuranti delle persone che assistevano impassibili, hanno rivolto le loro brutali attenzioni di nuovo alla giovane. La ragazza del gruppo la strattonava e la tratteneva per i capelli, mentre l’uomo con i tirapugni la colpiva ripetutamente con i pugni al collo, facendola infine sbattere alle strutture di ferro lì presenti. La signora è intervenuta di nuovo mettendosi tra gli aggressori e la giovane, mentre i numerosi presenti sono rimasti ancora inermi davanti a tanta violenza. A un certo punto la vittima è caduta rovinosamente a terra, perdendo i sensi. A questo punto gli aggressori e la comitiva si sono allontanati. Una volta scappati i balordi, i due giovani sono stati soccorsi da un uomo che ha chiamato il 118. I due sono stati portati all’ospedale di Colleferro, sono stati medicati, per loro una prognosi di 10 giorni. La violenta aggressione si è consumata sotto gli occhi di un gran numero di gente, nessuno è intervenuto, tranne la signora. C’è stato poi l’intervento di un ragazzo dall’accento campano, il quale ha chiamato per primo i Carabinieri. Lo staff della sicurezza è stato allertato, ma in ritardo ed è successivamente intervenuto. Poteva finire in tragedia e il pestaggio di Willy ne è testimone. La coppia di balordi è scappata e ci si augura che grazie alle telecamere e all’attività investigativa delle forze di Polizia vengano rintracciati. I due giovani hanno esposto denuncia dell’aggressione. Da questo triste e assurdo episodio emerge il marcio di una società ormai allo sbando. Perché un giovane deve uscire di casa con un tirapugni, arma tra l’altro clandestina? La società è in pieno fallimento e anche il contesto familiare dei due balordi non sarà sicuramente eccellente, certamente i genitori di quei due delinquenti hanno fallito. Ha fallito anche la società, il contesto nel quale si è svolta l’aggressione: un Parco pieno di gente, la dice lunga. Si è consumato un evento carico di violenza e tranne una signora, gli altri sono rimasti nell’indifferenza più totale. Quei due giovani potevano essere i figli o fratelli di ognuno di loro e si sono girati dall’altra parte senza intervenire, senza chiamare le forze dell’ordine. Un’aggressione brutale non può passare inosservata! Le due vittime della violenza vogliono lanciare un appello: “I responsabili della brutale e incomprensibile aggressione sono fuggiti, senza essere stati identificati. Vorremmo pertanto appellarci alla collettività, perché ciò che ci è accaduto non si riproponga più, che ciò che abbiamo vissuto non è così distante dalla storia del pestaggio di Willy. Se non interveniva una donna forse sarebbe andata molto peggio! Questo non è solo un episodio personale, ma è il riflesso della condizione sociale in cui tutti viviamo, quello che abbiamo subito noi può capitare a chiunque. La cosa più agghiacciante sono state le persone che sono rimaste paralizzate a guardare, mentre io venivo colpita sulle strutture in ferro per mano dalla coppia. Nessuno ha fatto nulla, nessuno ha agito per interrompere la violenza, nonostante il grande numero di persone presenti. Questo credo sia un vero e proprio schiaffo in viso a chi non ha la sensibilità di aiutare umanamente un proprio simile per paura o per noncuranza. L’aggressione è avvenuta per motivi futili, abbiamo fatto una denuncia verbale ai Carabinieri, con richiesta di punizione penale. Il motivo dell’aggressione è stato perché i due ragazzi volevano superare ad ogni costo una fila chilometrica durata 3 ore, ai quali noi ci siamo opposti. Io ho subito un trauma cranico e il mio amico ha rischiato di perdere la retina.” (foto web) Anna Ammanniti
