Frusinate di 32 anni condannato a tre anni di carcere per sequestro di persona in concorso e rapina. L’uomo è stato giudicato con rito abbreviato dal gup del tribunale di Roma . I fatti risalgono a qualche tempo fa, quando l’uomo amico di un romeno, si ritrova in una strada della capitale dove si svolge attività di meretricio.
Ma qui l’uomo scopre la moglie che stava esercitando sul marciapiede il mestiere più antico del mondo. Il romeno la prende per i capelli e la scaraventa nella macchina poi comincia a colpirla con calci e pugni e le strappa la borsetta di dosso. I due non si erano accorti che dietro di loro si trovava un operatore di pg che vista la scena allerta i colleghi. L’operaio ed il romeno vengono identificati e denunciati. Secondo quanto raccontato dalla parte offesa agli inquirenti, lei era stata picchiata da entrambi e rapinata della borsa. A seguito delle indagini avviate dalla Procura il ciociaro ed il romeno finiscono sotto processo. Ma qui c’è un vero e proprio colpo di scena. Il romeno tornato nella sua nazione di origine con la moglie, a seguito di una lite furibonda spara alla coniuge e la uccide, poi si toglie la vita anche lui. Ma in Italia l’iter processuale è andato avanti. Alla sbarra però è finito soltanto il 32enne, il suo amico ormai si era suicidato. Secondo quanto riferito dalla parte offesa quando era ancora in vita, l’operaio avrebbe partecipato all’aggressione, A suo dire anche lui l’aveva colpita con pugni e calci e poi in concorso con il marito le aveva strappato la borsetta di dosso per rapinarle il denaro che aveva nel portafogli. L’imputato che come già detto è stato condannato a tre anni di carcere era difeso difeso dagli avvocati Luigi Tozzi e Marta Campoli. Mar. Ming.
