Arce – Omicidio Mollicone: il calvario di Santino Tuzi, da testimone a sospettato

Angela Nicoletti
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Un vero e proprio depistaggio che ha visto come vittima Santino Tuzi. L’arma dei Carabinieri nel 2008 ha sospettato anche del povero brigadiere morto suicida. I colleghi ipotizzano possa essere colpevole di aver assassinato Serena Mollicone. Questa l’ipotesi investigativa emersa nel corso dell’udienza che si è svolta presso il Tribunale di Cassino nella giornata di venerdì 22 ottobre.

Il Pubblico Ministero Maria Beatrice Siravo che ha sottoposto ad esame il luogotenente Marco sperati, uno degli investigatori che all’epoca dei fatti ha portato avanti le indagini sull’omicidio della diciottenne di Arce. Il militare ha illustrato alla Corte le tante ipotesi investigative formulate, per arrivare a dare un nome un volto agli assassini nella giovane ma anche spiegato che nessuno, per 5 mesi, ha tenuto in considerazione la relazione stilata dal maresciallo Gaetano e consegnata ai suoi diretti superiori nell’ottobre del 2007. Nel documento Evangelista ricostruisce quello che potrebbe essere accaduto il primo giugno del 2001 nella caserma di Arce e ipotizza il coinvolgimento della famiglia Mottola e di alcuni militari in servizio presso la stazione. La relazione arriva in procura a Cassino solo 5 mesi dopo, nel marzo del 2008 quando vengono convocati oltre che il maresciallo Franco Mottola, la moglie ed il figlio Marco anche Santino Tuzi e Vincenzo quadra le. In questo frangente Tuzi racconterà di aver visto entrare in caserma Serena Mollicone la mattina del primo giugno. Una dichiarazione che lascia allibiti i colleghi e che diventa un’arma a doppio taglio. Nessuno crede alla sua versione e soprattutto su di lui si concentrano le indagini e viene sospettato dell’omicidio della ragazza. Per 13 giorni Tuzi sottoposto ad un vero pressing psicologico che lo porta a ritrattare e poi riconfermare quanto dichiarato ai colleghi anche davanti a un magistrato. Questo induce l’autorità giudiziaria a decidere per un confronto tra Tuzzi e Mottola. Il brigadiere si toglie la vita due giorni però prima del interrogatorio.
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