Anagni – Biodigestore e ricorso al Tar, consiglieri incompatibili? Pare che l’avvocato dica no

Anna Ammanniti
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Da rumors da Palazzo D’Iseo sembrerebbe che l’amministrazione comunale di Anagni si sarebbe informata presso un avvocato amministrativista per capire se ci sono effettivamente i presupposti per far decadere i consiglieri comunali di minoranza, Alessandro Cardinali, Nello Di Giulio, Fernando Fioramonti, Sandra Tagliaboschi, promotori del ricorso al Tar contro la realizzazione del biodigestore. Il dubbio era se sono incompatibili con la loro carica nel consiglio comunale.

L’avvocato consultato dal Comune avrebbe chiaramente spiegato che non c’è alcuna incompatibilità e quindi i 5 consiglieri potrebbero restare tranquillamente ai loro posti. In attesa che la notizia diventi ufficiale ripercorriamo i fatti. Lo scorso giugno è “saltata” fuori la notizia che l’amministrazione comunale di Anagni, con pubblica approvazione, è favorevole alla realizzazione di un mega biodigestore da allocare in via Selciatella. Sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza sono convinti che l’impianto che lavorerà 84 mila tonnellate di rifiuti l’anno sia una svolta per la città. Cinque consiglieri comunali di minoranza: Alessandro Cardinali, Nello Di Giulio, Fernando Fioramonti, Sandra Tagliaboschi e Valeriano Tasca, sono contrari al biodigestore. Nonostante non sia stato possibile discutere la questione biodigestore in sede di seduta consiliare deliberativa, i cinque consiglieri continuano le loro azioni, con gli strumenti democratici che la legge mette a loro disposizione e presentano quindi anche il ricorso al Tar contro alcuni atti propedeutici alla realizzazione dell’impianto. I fatti relativi al biodigestore si svolgono nel totale silenzio dell’assessore all’Ambiente, il sindaco di Anagni conferma il sì insieme alla giunta e ai consiglieri di maggioranza, solo Pierino Naretti dichiara pubblicamente di essere contrario al biodigestore. Passano ancora delle settimane e viene fuori la notizia che i cinque consiglieri firmatari del ricorso al Tar siano incompatibili con la loro carica e devono quindi lasciare lo scranno consiliare. Due cittadini inoltre presentano istanza di contestazione per la situazione di incompatibilità alla carica dei cinque consiglieri d’opposizione. Come hanno già avuto modo di spiegare gli interessati l’art. 9 del Tuel dice che i cittadini possono sostituirsi al Comune nei procedimenti di tutela ambientale. La posizione dei consiglieri non è una lite a titolo personale, bensì una normale procedura di tutela ambientale fatta insieme ad altri cittadini. Loro stanno operando per far valere un interesse ambientale collettivo, l’unico modo previsto dalla normativa è la procedura del ricorso al Tar contro la determina di valutazione di impatto ambientale regionale. L’art. 63 c.4 del Testo Unico degli Enti Locali recita che è incompatibile: “Colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente con il Comune o la Provincia. La pendenza di una lite in materia tributaria ovvero di una lite promossa ai sensi dell’articolo 9 del presente decreto non determina incompatibilità.” Un ricorso amministrativo in merito a una questione ambientale, che è configurabile nell’art.9 del Tuel, non può determinare incompatibilità. Comunque sia il ricorso fatto dai cinque consiglieri è nei confronti della Regione Lazio e non del Comune di Anagni. Anna Ammanniti
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