Tentata violenza sessuale sulla cognata, ferentinate di 32 anni ma da tempo residente ad Anagni, condannato a due anni di carcere.
I fatti risalgono al gennaio del 2019 quando, un personaggio già conosciuto alle forze dell’ordine per una sfilza di reati, suonò al campanello di casa della parente che abita nella parte bassa del capoluogo ciociaro. Ad aprirgli la figlioletta della donna di appena 5 anni. La piccina, che conosceva molto bene lo zio, non si era affatto spaventata. Ma quando ha visto che la madre veniva afferrata per i capelli dall’uomo e trascinata in camera da letto aveva cominciato a piangere. Insieme a lei c’era anche il fratellino più piccolo, anche lui spaventato dallo zio che faceva urlare la madre.
Per non farla strillare le aveva messo una mano sulla bocca e poi aveva tentato di sfilarle i pantaloni. Fortunatamente le urla della donna erano state udite dai vicini di casa che avevano iniziato a scampanellare al portone. Al quel punto l’uomo si era dato alla fuga. La donna che aveva riportato alcune ecchimosi e che si trovava in un grande stato di ansia era stata accompagnata nel vicino ospedale dove i medici avevano stilato una prognosi di dieci giorni. Subito dopo la tentata violenza sessuale il 32enne era stato arrestato successivamente aveva beneficiato dei domiciliari.
Nella giornata di ieri , in aula, il pubblico ministero ha chiesto tre anni di reclusione. Pena che è stata ridotta dai giudici che hanno deciso di condannarlo a 24 mesi di carcere. L’imputato era difeso dagli avvocati Rosario Grieco e Antonio Mastrangeli, mentre la cognata che si è costituita parte civile era rappresentata dal legale Luigi Tozzi.
Mar.Ming.
