Sora – Avete mai contato i negozi chiusi, i locali rimasti sfitti su Corso Volsci?

Sara Pacitto
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Negli ultimi giorni il sindaco uscente Roberto De Donatis ha ritenuto opportuno confermare alla cittadinanza «una volta per tutte la decisione di scendere in campo come candidato Sindaco». Nella nota il primo cittadino asserisce di sentire «il dovere morale di completare il programma amministrativo parzialmente sospeso dalla pandemia ancora in corso». La risposta dei cittadini è spontanea e circostanziata: “ma mi faccia il piacere!”.

È curioso che De Donatis senta il peso del ruolo che gli è stato affidato dai cittadini solamente a fine mandato. Un “dovere morale” dimenticato nel tempo, forse mai effettivamente investito, che si rispazzola a pochi mesi dalla tornata elettorale, quando probabilmente l’intento più radicato è quello di non abbandonare il palazzo comunale. Un programma amministrativo che è stato semplicemente uno slogan, sciorinato durante la campagna di propaganda cinque anni fa, riavvolto e messo da parte insieme a striscioni e manifesti a fine elezioni, tirato fuori per riformularlo ed adattarlo alla prossima chiamata alle urne. La scusa della pandemia poi! caro Roberto non regge: il Covid è entrato nella nostra quotidianità a marzo dello scorso anno, quando la politica di De Donatis era già congelata da tempo, gli elettori non sono degli stupidi. Certo il Covid avrà rallentato l’attività di governo, ma la sua, signor sindaco, è paralizzata da sempre. Nemmeno l’ordinario è stato garantito, la città di Sora risulta abbandonata a se stessa da cinque interminabili anni. Quel poco che si sta facendo in questo ultimo periodo non è una “ripresa” dell’attività amministrativa, non ha nulla a che vedere con le dinamiche di gestione del territorio: quel poco che si sta facendo in questo ultimo periodo andava fatto a suo tempo insieme a tante altre cose, perché ora è semplicemente campagna elettorale, non siete credibili! Il mandato appena trascorso di Roberto De Donatis è sotto gli occhi di tutti, ha prodotto “tempi difficili” che saranno ancora più angusti in caso di riconferma. La comunità già “conosce lo spirito di servizio” che è mancato in questo quinquennio. Il “rilancio urbanistico, sociale ed economico” della cittadina volsca, tanto propinato da De Donatis, è solamente fumo agli occhi: lo dimostrano i fatti…non fatti in cinque anni. Il “tempo dell’azione” è passato, De Donatis avrebbe dovuto dare, il suo compito è ormai finito, i buoni principi venuti meno. Una sola constatazione, per non infierire troppo: ultimamente il sindaco Roberto De Donatis avrà passeggiato lungo Corso Volsci, da Ponte Napoli ad affacciarsi su Piazza Indipendenza? In poco meno di 500mt di tragitto ci sono ben 27 locali commerciali sfitti. 27 che potevano essere negozi ma che, evidentemente in considerazione del nulla in cui Sora è stata affogata, nessuno azzarda ad investire. Un misto tra depressione, diffidenza e rassegnazione che non è attribuibile al virus, non è attribuibile alla crisi economica, ma è assolutamente attribuibile alla superficialità ed all’incompetenza amministrativa del governo De Donatis. Di fatto, nei comuni limitrofi, qualche attività commerciale che ha chiuso i battenti è stata immediatamente rimpiazzata da nuovi esercizi. Sono tanti, inoltre, gli imprenditori che hanno investito nonostante il Covid. Non c’è scusante che tenga quindi: percorrere Corso Volsci e fare la conta dei locali sfitti è sintomatologico di quanto Sora sia stata depredata ed impoverita da cinque anni di De Donatis. Un mandato vano: un collasso così devastante, umiliante, gravoso, non si era mai verificato ai danni della cittadina sorana. Con quale faccia il signor sindaco uscente si presenterà dinanzi questi elettori a chiedere il voto? il signor sindaco percepisce la grande difficoltà, l’imbarazzo di amici e compagni di partito a metterci la faccia per sostenere questa “nuova” candidatura? nemmeno un pizzico di onestà intellettuale? Sara Pacitto
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