Procura di Cassino e Prefettura di Frosinone scendono in campo, ognuna per le proprie competenze, per stanare i piromani che in questi giorni hanno mandato un fumo non solo il patrimonio naturalistico del Cassinate ma anche quello storico-archeologico.
Il procuratore capo Luciano d’Emmanuele ha quindi aperto un’indagine che raccoglierà tutti gli eventi accaduti: questo per capire se dietro ogni rogo c’è la stessa mano. Il prefetto Portelli, dopo aver più volte sollecitato nel corso dei mesi scorsi le amministrazioni comunali affinché attuassero una serie di lavoro di bonifica e manutenzione lungo le aree incolte situate su terreni demaniali, invito puntualmente disatteso, intenderà chiedere conto dello smodato utilizzo dei canadair. La prefettura ha trascorso tre mesi, da maggio a luglio, a invitare i sindaci della provincia a rispettare le direttive anti-incendio. Altro non era che la pulizia dei luoghi incolti, dei canaloni di scolo in alta quota, delle strade dove le sterpaglie sono la fonte principale di incendi devastanti e nelle aree urbane dove a bruciare sono stati anche rifiuti che avrebbero dovuto essere smaltiti e non lasciati alla mano di questi scellerati. Questo discorso era da attuare anche ai privati con le sanzioni da parte della Polizia Locale a carico di chi non bonifica i propri terreni. Questo non è stato fatto. La nostra macchina di intervento ha perfettamente funzionato con l’impiego quasi immediato oltre che di Vigili del Fuoco anche delle Protezioni Civili. Non comprendo invece questa sceneggiata del chiedere un canadair non appena si vedono delle fiamme. Ma questo è un altro discorso. Ang.Nic.
