Anagni – Bike sharing, che fine hanno fatto le bici elettriche?

Ettore Cesaritti
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L’estate sta finendo, e mentre l’afa si prepara ad ammainare il vessillo pirata, di pedalare in maniera assistita non se ne proprio parla.

La società che ha fornito al Comune le bici finanziate dalla regione Lazio non ha dubbi, ed uno che la sa lunga ammette “sono funzionanti tutte le postazioni organizzate in Italia, meno che quelle anagnine”. Nel novembre 2016 venne approvato il progetto redatto dal comune di Anagni nell’ambito del finanziamento Rete di Impresa. Nel dicembre dell’anno successivo venne costituita appositamente “Rete di Impresa Città di Anagni” con l’adesione di 74 attività commerciali al progetto finanziato con 100 mila euro. Il bike sharing consiste nel noleggio gratuito di biciclette elettriche in quanto mezzo di trasporto alternativo all’utilizzo dell’auto. Dopo mesi di tribolazione c’è stata l’installazione di stazioni nei pressi del parcheggio multipiano di San Giorgetto, del parcheggio di Via Piscina e della scalinata della chiesa di San Vincenzo in San Giacomo. Nel luglio 2018 le bici vennero consegnate al Comune, e affidate alla Polizia Locale. Una serie di circostanze, mai chiarite, hanno prodotto incomprensioni e ritardi nell’attivazione del progetto. Nei mesi scorsi i componenti di Rete Impresa hanno notificato al Comune la decisione di rinunciare alla gestione del servizio, rimettendo il tutto nelle mani dell’amministrazione. Le bici, dopo essere state spostate dal garage di Via Carlo Alberto dalla Chiesa al piano terra di Palazzo d’Iseo, sono state nuovamente trasferite, stavolta nei locali di Palazzo Bacchetti, la quasi Pinacoteca. Il consigliere Pierino Naretti, avendo ottenuto la subdelega anche alla mobilità sostenibile, avrebbe proposto assieme al suo segretario particolare la gestione ad un esperto, il quale ha acconsentito a salvare il salvabile. Il capogruppo di Forza Italia, assente per qualche giorno, ha in animo di affrontare la questione e di provare a risolverla. Anche se i tempi, ormai, sembrano decisamente scaduti. Intanto le postazioni, mute e abbandonate, giacciono preda di rifiuti e di sporcizia. Jackal  
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