Anagni – Immondizia sparpagliata nel centro storico, addio decoro urbano (FOTO)

Anna Ammanniti
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Sicuramente ignaro il proprietario dei rifiuti lasciati all’angolo di Corso Vittorio Emanuele di cosa poteva succedere in attesa del ritiro porta a porta della sua differenziata.

Sicuramente lo spettacolo a cui hanno dovuto assistere stamattina i passanti non è stato tanto gradevole. L’immondizia “rovesciata” si trova a pochi passi dal Portico Comunale. Impensabile pensare a tanta inciviltà, anche perché quei rifiuti sono riconducibili alle attività commerciali e quindi facilmente rintracciabili e dato che in quella zona lavorano persone civili ed educate sarebbe da escludere il gesto volontario. Le ipotesi restano due: o chi ha lasciato i rifiuti ieri sera aveva intenzione di sperimentare se i mattoni potevano essere concimati (ovviamente è ironico), oppure qualche cane o altro animale ha sparpagliato il tutto. Siccome ad Anagni e nel centro storico esiste il problema dei cani randagi, come più volte segnalato e i poveri animali affamati non stanno di certo pensando al decoro urbano, “la fame è fame”, forse è arrivato il momento che si faccia qualcosa di concreto. Le competenze comunali di interesse stabilite dal ministero della Salute sono le seguenti: tutela e controllo della popolazione animale vagante sul territorio di propria competenza; attuazione di piani di controllo delle nascite di cani randagi e gatti delle colonie, mediante i servizi veterinari pubblici; risanamento dei canili comunali e costruzione di rifugi; gestione dei canili e gattili direttamente o tramite convenzioni con associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati; organizzazione, congiuntamente ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, di percorsi formativi per i proprietari di cani con conseguente rilascio di un attestato di partecipazione denominato patentino. Per la realizzazione dei suddetti corsi i Comuni possono avvalersi della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali dei medici veterinari, facoltà di medicina veterinaria, associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale; individuazione, in collaborazione con i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, dei proprietari di cani soggetti all’obbligo di svolgimento dei percorsi formativi; promozione di iniziative volte alla creazione della corretta relazione uomo- animale, congiuntamente alle aziende sanitarie locali, anche in collaborazione con i medici veterinari, le associazioni di protezione degli animali e gli educatori cinofili, identificazione e registrazione in anagrafe canina, tramite il Servizio Veterinario pubblico, dei cani rinvenuti o catturati sul territorio e di quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture di ricovero convenzionate; dotazione alla Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip iso-compatibile. A quanto sopra si aggiungono le normative sanitarie, con le competenze che il Testo Unico delle Leggi Sanitarie attribuisce a Sindaco e Servizio Sanitario. Di conseguenza il Sindaco ha obblighi ben individuati per la gestione degli animali randagi, obblighi da attuare con gli ordinari criteri di buon andamento della Pubblica Amministrazione. Questi i link di riferimento: https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_146_allegato.pdf   https://www.salute.gov.it/portale/caniGatti/menuContenutoCaniGatti.jsp?lingua=italiano&area=cani&menu=abbandono Anna Ammanniti
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