Anagni – Ex discarica Radicina, ultimi due anni tra interventi effettuati e misteriose determinazioni

Ettore Cesaritti
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Esattamente due anni fa, il 7 agosto 2019, ebbero inizio i lavori di “messa in sicurezza di emergenza” della ex discarica Radicina, finanziati dalla regione Lazio

Con la delibera n. 174 del 30.05.2019 la giunta comunale aveva deciso di incaricare un legale “affinché intraprenda tutte le opportune azioni presso le competenti autorità giudiziarie nei confronti dei responsabili, individuati e da individuare, dell’inquinamento ambientale del sito dell’ex discarica Radicina per mancata gestione post mortem della medesima a tutela dell’interesse pubblico dei cittadini …”. Seguì la determinazione n. 106 del 10.06.2019 che, con un’assurda rocambolesca revisione, diede incarico ad un legale “per il recupero delle somme relative alle spese di messa in sicurezza e caratterizzazione del sito dell’ex discarica Radicina nei confronti dei responsabili, individuati e da individuare, dell’inquinamento ambientale del sito dell’ex discarica Radicina”. Premesso che alla data odierna non risultano effettuate azioni di alcun genere, lascia perplessi la chiara rinuncia al risarcimento del danno ambientale che, ad occhio e croce, potrebbe superare la decina di milioni di euro. Oltretutto, aver approvato i bilanci della Saf, addirittura condividendo la partecipazione della società al progetto del biodigestore, getta ulteriori ombre su una vicenda che parte dal 1996 e che vede come vittime sacrificali i residenti della città dei papi ed il suo territorio. Jackal
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