Le Associazioni “Guardiamo con interesse al tempismo della Regione Lazio nell’approvare lo schema di accordo per la valorizzazione della Certosa, con il MiC. Dopo anni di inerzia è un fatto positivo. Procedere a ranghi serrati, con uno schema chiaro, multisistemico, complessivo e partecipato, è una scelta pragmatica. Quello a cui si dovrà prestare la massima attenzione però è l’obiettivo trasversale”.
Le associazioni che sono state le vere protagoniste della lunga vicenda che ha portato la Certosa di Trisulti di nuovo in mani pubbliche monitorano attentamente le prossime mosse delle istituzioni, sottolineando, come sempre in questi mesi, che nessuna gestione potrà più prescindere dal territorio e dalle comunità locali. “Ancora una volta come Rete ribadiamo che nella sua realizzazione, ogni schema dovrà necessariamente tenere conto dell’anima e delle tante vocazioni che un luogo come Trisulti riveste. Non una location, né un contenitore, ma il perno di un protagonismo ancorato alla sostenibilità sociale ambientale ed economica e “crocevia di cammini” per citare il Ministro Franceschini. Da parte nostra siamo e restiamo in campo. Affiancando la Diocesi per la realizzazione del corridoio spirituale e aprendo ufficialmente, dalla prossima settimana, la Rete a tutte le Associazioni che in questi giorni hanno fatto richiesta di adesione e a coloro che lo faranno nel tempo. La centralità delle Comunità deve essere il perno di questo Piano di Valorizzazione, un aspetto che é alla base del nostro Manifesto, quello che più volte abbiamo chiamato Patto Territoriale di Responsabilità Sociale. Ispirato al nuovo Bauhaus europeo, un manifesto per progettare futuri modi di vivere, situato al crocevia tra arte, religione, cultura, inclusione sociale, scienza e tecnologia. La Rete “Trisulti bene Comune” , fedele al ruolo attribuitogli dal Consiglio di Stato, come portatore di interessi di fatto, che ha coadiuvato il Ministero della Cultura per liberare la Certosa, richiede un incontro con Ministero e Regione”. A.T.
