Riceviamo e pubblichiamo da Danilo Magliocchetti, consigliere comunale di Frosinone e delegato per il Lazio al Consiglio Nazionale ANCI.
“Ad inizio anno ho avuto modo di scrivere all’Assessore regionale alla Sanità del Lazio per evidenziare specifiche perplessità, circa l’efficacia e l’incisività della rete oncologica regionale. Oggi queste perplessità sono confermate e certificate, con dati oggettivi, dall’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) nel rapporto pubblicato in questi giorni, afferente la “Quarta Indagine Nazionale sullo stato di attuazione delle R.O.R -Rapporto 2021 –“ L’indagine sullo stato di attuazione delle Reti Oncologiche Regionali (R.O.R.) è stata condotta nell’ambito delle attività finalizzate alla definizione e all’aggiornamento delle Linee Guida Organizzative. Il Rapporto descrive i risultati della Quarta Indagine Nazionale sullo stato di attuazione delle R.O.R., condotta utilizzando una Griglia di rilevazione e valutazione disponibile on-line sul sito istituzionale di AGENAS, e compilata dalle singole Regioni e P.A., nel periodo compreso tra il 1° agosto 2020 e il 31 dicembre 2020. Nella Griglia gli item sono stati suddivisi in quattro Aree tematiche: 1. Struttura di base – 2. Meccanismi operativi – 3. Processi sociali – 4. Risultati. Per quanto riguarda la Rete Oncologica del Lazio, il Rapporto evidenzia questa situazione. Innanzitutto, nel Lazio l’indice sintetico complessivo (ISCO) è appena al 51.4% , ben al di sotto di tante altre Regioni, come ad esempio il Piemonte 90%, Toscana 83.5%, Veneto 79.84%, Emilia Romagna 76.6%, Liguria 75.1% . Inoltre l’Agenas, per la Rete Oncologica del Lazio, evidenzia a pag 64 del Rapporto, queste ulteriori criticità: “la rete non ha formalizzato un piano economico-finanziario che assicuri la sostenibilità delle strategie di continuità operativa”. Inoltre il Rapporto evidenzia ancora che “Rispetto ai meccanismi operativi ed in particolare per il percorso del paziente, si evidenzia che nella ROR non è previsto che il paziente possa accedere ad una seconda opinione come prestazione gratuita, mentre è ormai consolidato che moltissimi pazienti, specie nella fase iniziale di scelta del trattamento, cerchino una seconda opinione soprattutto nelle grandi strutture ospedaliere. Rispetto alla ricerca clinica emerge che non esiste all’interno della rete una forma di coordinamento dei trials clinici e non sono previsti finanziamenti ad hoc per la ricerca. “ “Per quel che riguarda l’ambito della formazione si segnala che non esistono modalità di feedback all’organizzazione (professionisti, personale delle direzioni, personale del coordinamento, operatori) di quanto rilevato attraverso la valutazione dell’esperienza dei pazienti. In riferimento all’ambito dei sistemi informativi emerge che non vi è evidenza della presenza di un sistema efficace e riconosciuto di collegamento in rete (informatica) tra i diversi servizi. Nell’ambito comunicazione e trasparenza si evince che non è previsto e non è attivo un sito internet della ROR e non esiste una Carta dei Servizi aggiornata e redatta con l’apporto di categorie professionali e delle associazioni di tutela e di volontariato rappresentative della collettività e dell’utenza” Ed infine a pag 65 il rapporto conclude sulla rete del Lazio che “Non sono state realizzate azioni di miglioramento a seguito dell’indagine effettuata circa l’esperienza dei pazienti che hanno avuto accesso alla ROR” Come è agevole constatare si tratta di rilievi oggettivi e circostanziati, peraltro manifestati da un Ente assolutamente autorevole come l’Agenas, che avevo già manifestato personalmente a febbraio scorso. Pertanto, torno a ribadire che manca ancora nel Lazio una vera e propria rete oncologica omnicomprensiva, con risorse specifiche, anche in termini di personale, per ampliare l’attività di connessione con il territorio ed in particolare con i presidi oncologici locali, ed in particolare con la ASL di Frosinone. Giova ricordare, che nel Lazio c’è una significativa presenza di pazienti oncologici, e secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili: “si arriva a soglie più critiche come quelle della provincia di Latina e Frosinone, che raggiungono un numero di 9,9 decessi per neoplasie tumorali ogni 10mila abitanti” Senza considerare la ulteriore criticità ambientale della Valle del Sacco e la eventuale correlazione con l’insorgere di patologie tumorali. Una rete Oncologica Regionale del Lazio, di grande efficacia, strutture e risorse, diventa pertanto fondamentale, nella lotta quotidiana al diffondersi delle neoplasie“. (Fonte: comunicato stampa)
