Collepardo – Il DHI rimane a Trisulti: ”Fino al giudizio penale e alla Cassazione considereremo illecita qualsiasi interferenza”

Andrea Tagliaferri
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Lunga nota del presidente dell’associazione sovranista Benjamin Harnwell che risponde punto per punto a tutti i giornali, nazionali e locali, che secondo lui avrebbero raccontato notizie errate o addirittura false.

Senza scendere nel dettaglio delle accuse ai singoli giornali, il succo della nota stampa inviata quest’oggi a diversi giorni dalla nuova sconfitta dinnanzi al Consiglio di Stato, è che la DHI punta tutto sul procedimento penale aperto, contro di loro, che si terrà in prima udienza a novembre e sul pronunciamento della Cassazione. L’idea di Harnwell e dei suoi legali, infatti, sarebbe quella di dimostrare da un lato che le dichiarazioni contenute nelle autocertificazioni presentate a corredo della domanda per partecipare al bando del Ministero erano veritiere, dall’altro di annullare le tesi del Mibact fatte proprie dal Consiglio di Stato e che basato gran parte degli assunti proprio sulle dichiarazioni mendaci rilasciate. Va detto, tuttavia, che se anche i giudici penali non dovessero alla fine intravedere reati nella condotta del DHI e dei suoi rappresentanti, non sarebbe scontato né automatico che la decisione della giustizia amministrativa (Consiglio di Stato) cambi di conseguenza. I procedimenti, infatti, sono ben distinti e, ad oggi, l’unico concluso è quello amministrativo,  arrivato al suo massimo grado, il Consiglio di Stato, che si è espresso confermando la validità e la legittimità degli atti del Ministero che hanno annullato la concessione e chiesto la restituzione del bene pubblico. Ma Harnwell dice di più e spiega anche i motivi e i quesiti che sono alla base dell’ultimo ricorso, quello depositato in Cassazione, sulle problematiche di giurisdizione. La Dhi e i suoi legali, infatti, ritengono illegittimo che un tribunale amministrativo “debordi” nelle procedure civilistiche e, di più, decida sulla veridicità o meno di dichiarazioni contenute in autocertificazioni. Finché non sarà un tribunale penale a esprimersi su questo e finchè la Cassazione non si sarà espressa sul ricorso , dunque, “…la DHI continuerà a ritenere di esser nel suo buon diritto e considererà pertanto illegittimo, anzi illecito, qualsiasi tentativo di forzare l’attuale stato di fatto”. La telenovela continua. Andrea Tagliaferri
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