Una 50esima edizione sofferta, che già lo scorso anno era rimasta appesa al palo per via dell’emergenza sanitaria e che, anche oggi, si trova necessariamente a fare i conti con la pandemia.
Una manifestazione che si sta “costruendo” passo dopo passo, in considerazione di ogni nuova disposizione emanata dai decreti ministeriali che si avvicendano di volta in volta, gli ultimi sempre più permissivi grazie all’allenamento della morsa del Covid. Una manifestazione che si sta “studiando” già da tempo, da gennaio almeno, cercando il confronto di quanti il Gonfalone lo hanno vissuto da sempre ed, ovviamente, con la supervisione della massima autorità locale in tema di sicurezza e salute pubblica, ovvero il Sindaco del Comune di Arpino: nessuno avrebbe mai potuto sbilanciarsi su eventuali ipotesi se non passando attraverso la ponderata valutazione del primo cittadino, determinante e definitiva. Ad inizio maggio, in considerazione delle misure antiCovid in corso, erano emerse tre diverse previsioni: fare il Gonfalone in maniera tradizionale, attenendosi alle disposizioni vigenti; individuare una forma alternativa, con precise “selezioni”; svolgere solamente la parte folkloristica. In ogni caso l’evento sarebbe comunque stato condizionato dall’assoluto rispetto dei provvedimenti relativi al contenimento epidemiologico. Ogni dibattito, ogni ipotesi, ogni confronto è stato sempre condiviso da Comune e Pro Loco in primis, messi sul tavolo a fronte delle recenti aperture e di quelle annunciate per le prossime settimane. Ricordiamo che dal 15 giugno torneranno ad essere concesse fiere e sagre; se il trend dei contagi sarà confermato, il 21 giugno verrà annullato il coprifuoco; il 31 luglio, inoltre, potrebbe rientrare lo stato di emergenza sanitaria. In conclusione, il Gonfalone si farà, compatibilmente con le disposizioni previste, fermo restando la “benedizione” del sindaco Renato Rea. Una decisione sicuramente difficile che, allo stesso tempo, incontra già il consenso di molti ed il disappunto di altrettanti. Al momento sembrerebbe che solamente due quartieri, Arco e Ponte, abbiano sposato questa scelta. Il rischio più temuto da quanti vogliono esserci è che, due anni di fermo, potrebbero compromettere lo spirito d’iniziativa della tradizionale manifestazione, per cui è opportuno non interrompere la storicità e la consuetudine dell’evento. Valutare un’alternativa ma non annullare una nuova edizione. Sicuramente non sarà mai il massimo che si sarebbe potuto fare ma quantomeno si proverà a farlo, nel migliore dei modi. Resta la decisione finale, l’ultima parola del sindaco, che con Pro Loco e direttivi tornerà a valutare il “progetto” per questa 50esima edizione interCovid. Le contrade Vallone, Collecarino, Vignepiane e Vuotti hanno ufficializzato di non prendere parte al Gonfalone 202: nelle diverse comunicazioni si legge che «vengono meno i valori di aggregazione e dello stare insieme, fondanti per questa manifestazione», i principi che hanno sempre spinto l’evento «aggregazione, divertimento, abbracci, leggerezza, allegria, serenità, sono fortemente in contrasto con il drammatico periodo che stiamo purtroppo attraversando» ed ancora «non ci sono le condizioni necessarie per svolgere in tranquillità una manifestazione come il Gonfalone dove l’aggregante principale, oltre al folklore ed all’aspetto agonistico, è lo stare insieme, l’abbracciarsi, la spensieratezza in quanto il Gonfalone è della gente e per la gente» perché «ancora non sussistono le condizioni necessarie per poter svolgere la manifestazione». Posizioni che rispecchiano vedute comuni. Di seguito la nota postata dalla pagina ufficiale de “Il Gonfalone di Arpino” poc’anzi «A seguito delle riunioni tenutesi tra Comune, Pro Loco ed i rappresentanti di quartieri e contrade, considerate le disponibilità di alcuni quartieri a partecipare alla manifestazione, si è deciso che nei prossimi giorni la Pro Loco invierà a tutti i quartieri e contrade il regolamento ed aprirà le iscrizioni. Naturalmente lo svolgimento della manifestazione, compreso tutto l’aspetto tradizionale, sarà possibile solo qualora le disposizioni anticovid che saranno in vigore nel mese di agosto lo consentano e comunque nel pieno rispetto delle stesse. Il tutto è vincolato anche alle necessarie autorizzazioni comunali». Ogni faziosa polemica e le uniti strumentalizzazione sono, adesso più che mai, assolutamente fuori luogo. Sara Pacitto
