Le disgrazie sembrano non avere fine. È delle ultime ore la notizia che alcune masse di uranio sepolte all’interno di uno dei reattori della centrale ucraina di Chernobyl abbiano prodotto delle reazioni di fissione.
Pare che la causa di questo evento sia ancora in dubbio ma gli scienziati confermano che il reattore numero 4, lo stesso che nel lontano 1996 fu sede dell’esplosione e del conseguente disastro nucleare che tutti ricordiamo, si sia risvegliato. I tecnici stanno cercando di capire se le reazioni di fissione nucleare registrate in questi ultimi giorni si esauriranno spontaneamente oppure sarà necessario un intervento di messa in sicurezza che scongiuri un altro incidente. L’Istituto per la Sicurezza degli Impianti Nucleari di Kiev spiega che i neutroni prodotti stanno aumentando lentamente: gli scienziati ipotizzano che il fenomeno sia una conseguenza della disidratazione del combustibile nucleare sepolto dopo la catastrofe sotto un massiccio strato di cemento ed acciaio, ulteriormente rafforzato nel 2016. Il rischio è che la reazione di fissione potrebbe accelerare esponenzialmente, arrivando a rilasciare energia nucleare in maniera incontrollata, per cui “non si esclude l’incidente”. «È come se ci fossero dei tizzoni in un barbecue», questo l’accostamento fatto dal chimico Neil Hyatt dell’Università di Sheffield. Sara Pacitto
