Il centro vaccinazioni antiCovid organizzato all’interno del Pat, una convivenza possibile grazie alla elevata professionalità di chi vi opera, mostra dei limiti seri ma risolvibili.
Sulla scia di quegli accadimenti che giustificano il “complesso di Calimero” tra gli anagnini ed i residenti dei paesi confinanti, anche nell’organizzazione della vaccinazione antiCovid la Asl è stata matrigna nei riguardi della struttura ospedaliera di Via Onorato Capo. A regimare gli accessi al Presidio, tutti nessuno escluso, vi è un solo addetto, il buon Luigi assunto tanto tempo fa come categoria protetta. Oltre che a rispondere al telefono, spiegare quanto richiesto ed indicare il da farsi, umanamente Luigi non può, anzi: fa più del possibile. L’assenza di almeno un addetto che dia una mano agli utenti, spesso disorientati, provoca code, assembramenti e nervosismo. In ogni altro punto, ne abbiamo visitati diversi, c’è almeno un volontario e quasi sempre più di un parasanitario adeguatamente istruito. Ad Anagni no. E pensare che i medici stanno dimostrando altissimo valore, così come i loro collaboratori. Persone molto anziane che il medico di famiglia non ha vaccinato a casa, e che giungono al limite della spossatezza, vengono trattati con amore e riservatezza, tanto da andare via con lucciconi di gratitudine. Cara Asl frusinate, dimostra il tuo buon cuore che magari non ti manca! Jackal
