Lo scorso 2 marzo ad un uomo di 50 anni, originario della Sicilia, è stato effettuato il primo trapianto di trachea in Italia e il primo al mondo su un paziente post Covid.
L’uomo a seguito dell’infezione da Covid e alle tecniche di ventilazione invasiva necessarie durante la malattia aveva avuto l’assottigliamento della trachea che gli impediva quasi completamente la respirazione. Il trapianto è stato eseguito dall’eccezionale equipe della Chirurgia toracica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, policlinico universitario della rete Sapienza e azienda di alta specializzazione della Regione Lazio. La patologia tracheale era estesa e severa e non poteva essere affrontata con le tecniche di ricostruzione, quindi la trachea malata è stata rimossa nella sua totalità. In seguito è iniziata la delicata fase di ricostruzione che ha previsto la sua sostituzione con un segmento di aorta toracica criopreservata presso la Fondazione Banca dei Tessuti di Treviso. Il paziente si è immediatamente risvegliato dopo il trapianto, da subito è stato in grado di respirare e parlare autonomamente, non ha necessitato di ricovero in terapia intensiva, né di tracheostomia. Dopo un ricovero di tre settimane e un decorso post-operatorio regolare, ha ripreso la sua vita normale, è tornato alla sua città e al suo lavoro. L’importante traguardo è stato presentato questa mattina nell’Aula magna dell’Università La Sapienza da parte dello staff medico della Chirurgia toracica diretta da Erino Rendina e in particolare dalla giovane chirurga Cecilia Menna, la trentacinquenne responsabile del Programma “Tracheal Replacement” del Sant’Andrea che ha condotto con il professor Rendina l’intervento in prima persona. La Chirurgia toracica della Sapienza – Sant’Andrea è il maggior centro di riferimento italiano per la chirurgia della trachea e uno dei maggiori centri europei, un’eccellenza italiana fortemente voluta dai vertici della Sapienza e dell’ospedale Sant’Andrea. Anna Ammanniti
