Una circostanza che ha dell’inverosimile e che sta destando parecchia inquietudine: un medico di famiglia, che esercita la sua professione in territorio arpinate, ha continuato a visitare gli assistiti presso il suo studio nonostante fosse in attesa del responso del tampone.
Il dottore in questione ha eseguito il test nella mattinata di giovedì e, nel pomeriggio della stessa giornata come anche nei giorni precedenti, ha regolarmente svolto attività ambulatoriale. L’esito? positivo al Sars-Cov-2 per cui lo stesso medico, successivamente al riscontro, ha inviato un messaggio ai suoi mutuati. «Purtroppo sono risultato positivo ad un tampone molecolare effettuato giovedì mattina, pertanto tutti i pazienti che ho visitato mercoledì e giovedì dovranno effettuare il tampone molecolare», indicando il drive-in a Carnello ed inviando, sempre attraverso whatsapp, la ricetta con cui prenotare il test. Legittima la rabbia degli assistiti che, nella mattinata odierna, si sono recati a fare il tampone: dal canto loro si sarebbero aspettati dal dottore un maggiore scrupolo ed una dimostrazione di rispetto e radicato senso civico. Un’imprudenza che pesa proprio in considerazione del ruolo. Sappiamo che il tampone viene effettuato nel caso si abbiano contatti stretti con soggetti “a rischio” o che abbiano poi riscontrato la positività al virus: nel dubbio, l’isolamento è la precauzione che una persona, soprattutto in quanto medico, dovrebbe sentirsi di adottare. Una legge non scritta che, più di ogni disposizione, richiama al senso di responsabilità. Nella più assoluta discrezione, come da abitudine, prima di riportare l’episodio è stata verificata l’attendibilità delle informazioni fornite da coloro che hanno segnalato. Inoltre è stato chiesto un “parere” a medici professionisti: ne emerge un consiglio, ovvero mettere a conoscenza anche gli assistiti che sono stati visitati dal medico curante nelle giornate precedenti a mercoledì e giovedì, giorno in cui il dottore ha riscontrato la sua positività al Covid. Relativamente alla vicenda, la redazione resta a completa disposizione per eventuali repliche o chiarimenti, specialmente da parte del medico di famiglia interessato della spiacevole vicenda. Sara Pacitto
