Una professione a cui spesso non è riconosciuta la giusta importanza ma che è determinante in momenti cruciali. Il primo soccorso può salvare la vita. Gli infermieri e il personale del 118 prestano assistenza quando si è più vulnerabili e mani sicure, professionalità e umanità fanno la differenza.
L’incidente, il malore, vissuto da protagonisti o da spettatori, fa scattare immediatamente la telefonata al 118. Da qui l’importanza di fornire le informazioni giuste, complete e dettagliate per ricevere dai sanitari le istruzioni più adeguate al caso. L’attesa. Infine la fiducia. Ci si abbandona nelle mani del personale che ha il compito di intervenire tempestivamente, assistere e accompagnare fino alle strutture sanitarie.
Una ruolo di per sé difficile ma che in tempo di Covid è accompagnato da maggiori difficoltà. La sanificazione dei mezzi, l’abbigliamento, le precauzioni, il tatto e la delicatezza di trattare con chi potrebbe essere allontanato dai propri cari non si sa per quanto, le paure. Si, perché anche gli infermieri fanno i conti con la paura del contagio e del virus.
Tutto questo e molto altro raccontato da Andrea Petricca, infermiere da oltre 30 anni che ha vissuto dal primo momento l’emergenza sanitaria da Covid-19. Lo abbiamo incontrato ieri, 18 marzo, Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid 19.
Il servizio video realizzato da Paolo Peticca.
