Revenge porn, questo il reato che ha portato alla condanna di un imprenditore di 50 anni di Frosinone accusato di aver pubblicato delle foto a luci rosse della moglie.
L’uomo è stato condannato a 2 anni di reclusione più un risarcimento danni da quantificare nelle opportune sedi. La vicenda risale a qualche tempo fa quando la donna una professionista di 45 anni uscendo di casa si era ritrovata sul parabrezza della sua auto delle foto che la ritraevano senza veli. Accanto a quelle immagini il suo numero di telefono con una scritta che invitava gli interessati a contattarla. La donna si è rivolta al Telefono Rosa per presentare denuncia nei confronti del marito. Quei fotogrammi erano stati estrapolati dalle videocamere di sorveglianza installate all’interno dell’abitazione. L’uomo aveva approfittato di un momento di debolezza della donna in cui pensando di poter ricucire quel rapporto si era lasciata andare a momenti di intimità. L’avvocato Cristiana Cialone, che opera all’interno dell’associazione di volontariato Telefono Rosa, ha prodotto davanti al magistrato elementi schiaccianti circa la responsabilità dell’indagato su quanto accaduto. L’uomo è stato giudicato con il rito abbreviato. In questo modo ha potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena. (Foto di repertorio) Mar.Ming.
